Fiammetta Borsellino sulla strage di via D'Amelio: «Omissioni e irregolarità nelle indagini»

La figlia del giudice a Tv2000: «La richiesta di far luce sulla verità non riguarda solo la nostra famiglia ma tutto il popolo italiano. Per mio padre l’ ironia era l’ antidoto alla paura»

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Nel giorno dell'anniversario della starge di cia D'Amelio a Palermo in cui nel 1992 persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta parla a Tv 2000 la figlia Fiammetta, 46 anni. «Lo stesso impegno che ha caratterizzato il lavoro di mio padre e di Giovanni Falcone ma di tanti altri prima e dopo di loro per la ricerca della verità credo che debba essere presente ancora oggi per fare luce sulle tante omissioni e le tante irregolarità che hanno caratterizzato le indagini e i processi su via d’ Amelio». Lo ha detto Fiammetta Borsellino nel documentario ‘Il dono della luna’ (prodotto da Tv2000Factory) . «È una richiesta che non riguarda solo la nostra famiglia, ma credo che è un qualcosa di cui tutto il popolo italiano e tutta la società si debba far carico delegando questo compito non soltanto ai magistrati e alle forze dell’ ordine. Credo che ad essere stata offesa non è soltanto la buona fede e l’ intelligenza della nostra famiglia ma quella di tutto il popolo italiano».«Bellezza e amore», ha proseguito la figlia del giudice, «sono le parole dominanti nella nostra vita.Mio padre anche nei momenti più difficili non smetteva mai di sorridere anche utilizzando come antidoto alla paura l’ ironia, che permetteva di sdrammatizzare. Il 19 luglio 1992 noi eravamo ragazzi adolescenti, tra i 19 e i 22 anni. A quell’ età è facile lasciarsi un po’ andare e se non si trovano delle risorse interiori. Abbiamo scelto la strada della vita, se non avessimo fatto così avremmo totalmente sconfessato quelli che sono stati gli insegnamenti di mio padre».

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