Nicaragua, sangue sulla marcia delle mamme contro il Governo

Il Paese vive una profonda crisi politica generata da una controversa riforma del sistema pensionistico. L'opposizione chiede al presidente Daniel Ortega di dimettersi. Dallo scorso 18 aprile le strade della capitale e di altre città sono teatro di violente proteste (foto Reuters).

Pubblicità
{channelLogo}

Il Nicaragua è in preda al caos e alla violenza. Dallo scorso 18 aprile il Paese centroamericano è sconvolto da forti proteste contro il Governo del presidente Daniel Ortega, dopo l'approvazione di una controversa riforma del sistema previdenziale. L'opposizione ha chiesto le dimissioni del presidente che a sua volta, dopo i primi scontri violenti, ha ritirato il decreto e aperto un tavolo di negoziazione sulla riforma delle pensioni. Il 29 maggio, in occasione della Fetsa della Mamma, nella capitale Managua un gruppo di madri dei cittadini morti durante le proteste di questo mese di fuoco ha convocato una marcia, la più grande degli ultimi trent'anni in Nicaragua, che ha richiamato centinaia di migliaia di manifestanti. Ma il corteo è finito in un bagno di sangue negli scontri con i gruppi armati sandinisti a sostegno del presidente. Secondo il Centro nicaraguense dei diritti umani il bilancio è di almeno 11 morti, che si aggiungono alle oltre 80 vittime negli scontri di poco più di mese fa. I vescovi nicaraguensi hanno fermamente condannato i metodi repressivi e l'uso violenza: in un comunicato firmato dal cardinale leopoldo Brenes, la Conferenza episcopale del Paese - che ha assunto un ruolo di mediazione nelle negoziazioni fra Governo e opposizione - ha dichiarato che «non è possibile riaprire il tavolo del dialogo nazionale mentre si continua a negare il diritto a manifestare pacificamente al popolo nicaraguense, che continua ad essere represso e assassinato».  Ex guerrigliero e dirigente del Fronte sandinista di liberazione nazionale, Daniel Ortega è stato già presidente per un primo mandato dal 1985 al 1990. E' tornato al potere nelle elezioni del 2006 e riconfermato nel 2011.  

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo