Muore a 98 anni la grande ballerina cubana Alicia Alonso, mito della danza

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E' scomparsa all'età di 98 anni quella che forse è stata l'artista cubana più famosa al mondo: la ballerina e coreografa Alicia Alonso. Il suo era un nome d'arte. In realtà si chiamava Alicia Ernestina de la Caridad del Cobre Martinez Hoyo (L'Avana, 21 dicembre 1921, L'Avana, 17 ottobre 2019) ,  A 19 anni diventò parzialmente cieca e si aiutava con le luci per orientarsi sulla scena. Nel 1939 entrò nella compagnia fondata da George Balanchine, l'attuale New York City Ballet. Nella prestigiosa e nuovissima compagnia passò i migliori anni della sua carriera di ballerina interpretando i grandi ruoli del balletto classico. Nominata étoile, lavorò con i più grandi coreografi del tempo, da Michel Fokine a Léonide Massine, da Antony Tudor a Agnes de Mille.  Le sue versioni dei grandi balletti classici, da Giselle a la Bella addormentata, divennero note a livello internazionale dal Teatro alla Scala all'Opéra di Parigi.  Desiderosa di dare un contributo allo sviluppo del balletto a Cuba, il suo paese d'origine, fondò nel 1948 all'Avana il Ballet Alicia Alonso. Questa compagnia prenderà in seguito il suo nome attuale di Ballet Nacional de Cuba, da lei diretta fino alla morte.  Nel 2002 fu nominata ambasciatore di buona volontà dall'Unesco per il suo contributo allo sviluppo e alla salvaguardia della danza classica. Non esiste una registrazione secondo la quale il titolo sia stato mai attribuito ufficialmente, ma è accreditata come Prima ballerina assoluta. A lei è stata dedicata l'uscita in Italia di Yuli – Danza e libertà. La grande ballerina e coreografa è stata la fondatrice del Ballet Nacional de Cuba, compagnia nella quale ha danzato anche la leggenda Carlos Acosta, protagonista del film. Carlos Acosta ha condiviso il suo ricordo commosso attraverso un lungo post su Instagram. «Cari amici, ho ricevuto con dolore la notizia della morte della nostra prima ballerina Alicia Alonso. In questi momenti non posso smettere di pensare a tutto quello che le dobbiamo, alla straordinaria eredità che ci ha lasciato. Essendo figlia di una piccola isola dei Caraibi, la Alonso ha sconfitto tutte le barriere e i pregiudizi che dicevano che il balletto era un’ arte per paesi sviluppati, che il fisico e il temperamento latino non rientravano nei presupposti della danza classica. Tutti questi pregiudizi sono stati demoliti quando è entrata in scena. Ha imposto il suo nome latino, il suo fisico e la sua personalità. La sua lotta per essere riconosciuta ha aperto le porte del balletto classico a tutti i giovani del nostro continente, che sognavano di ballare e ha messo il nome di Cuba su tutti i cartelloni dei grandi palchi internazionali. Dopo, insieme a Fernando e Alberto Alonso, ha fondato la scuola nel nostro paese e già conosciamo la storia successiva: il balletto cubano, i nostri ballerini sono applauditi con ammirazione in tutto il mondo (…)».

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