L'incontro con i detenuti a Castrovillari e con i sacerdoti

(Foto Ansa e Reuters)

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Prima tappa nel carcere di Castrovillari per papa Francesco in visita pastorale a Cassano allo Ionio. Davanti ai detenuti, il Pontefice ha ribadito l'importanza del «rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e l'esigenza di corrispondenti condizioni di espiazione della pena». Troppo spesso, ha spiegato, «l'esecuzione della pena degrada a uno strumento di sola punizione e ritorsione sociale, a sua volta dannoso per l'individuo e per la società. Il Signore è un maestro di reinserimento: ci prende per mano e ci riporta nella comunità sociale». Dio, ha aggiunto a braccio, «mai condanna, mai perdona soltanto, ma perdona e accompagna, noi siamo fragili e dobbiamo tornare alla confessione, tutti, ma sempre non si stanca, dà la mano a tutti». Nel discorso ai sacerdoti nella Cattedrale di Cassano allo Ionio il Papa si è soffermato su due temi: la gioia di essere preti e la bellezza della fraternità. Quindi ha incoraggiato la pastorale «con le famiglie e per la famiglia». Il nostro, spiega, è un «tempo difficile sia per la famiglia come istituzione, sia per le famiglie, a causa della crisi». Ma i sacerdoti sono chiamati a «essere testimoni, mediatori» della vicinanza degli Signore alle famiglie «e di questa forza profetica per la famiglia».

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