Hong Kong, scontri senza fine e ora l'assedio è nelle università

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Da settimanale la protesta ad Hong Kong è diventata quotidiana. Frecce contro cannoni ad acqua è l’ ultima battaglia e adesso la protesta contro il governo locale e quello cinese si concentra nelle università. La polizia ha cercato domenica di forzare i blocchi con lacrimogeni e getti d’ acqua ma gli studenti hanno reagito con armi improvvisare, compresi archi e catapulte rudimentali. La battaglia più dura è stata al Politecnico, l’ ultima roccaforte universitaria. Un agente è stato colpito da una freccia al polpaccio e le autorità hanno denunciato “la grave minaccia” costituita dalle armi improvvisate usate dai manifestanti. La Polizia ha reso noto che un agente è stato colpito ad una gamba da una freccia, durante scontri con i manifestanti fuori dalla locale università Gli scontri tra manifestanti e polizia si erano fatti particolarmente violenti quando le autorità hanno tentato di riaprire al traffico la galleria più importante per il traffico cittadino. Gli agenti hanno dovuto usare i lacrimogeni, ottenendo in risposta un lancio di bottiglie molotov. Uno degli episodi più gravi è avvenuto martedì sera: una battaglia di alcune ore tra la polizia e gli studenti asserragliati nella Chinese University, che hanno usato bombe molotov, mattoni e ombrelli per proteggersi mentre la polizia li attaccava con gas lacrimogeni, proiettili di gomma e cannoni ad acqua. La situazione è sempre più violenta e la tensione potrebbe aumentare nelle prossime settimane in vista delle elezioni locali: si terranno il 24 novembre per eleggere i 452 membri dei 18 consigli distrettuali della regione autonoma. Molti attivisti, parlamentari e analisti temono che il governo di Hong Kong possa annullare le elezioni in alcuni dei collegi più violenti o rimandarle, anche se per un breve periodo: la maggior parte dei commentatori è certa che questa scelta aggraverebbe gli scontri e ingrosserebbe le proteste

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