Gmg, il Papa a Cracovia si affaccia dalla finestra di Wojtyla, le immagini più belle

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«Una giornata proficua e intensissima». Così padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, ha definito il primo giorno di papa Francesco a Cracovia. L'accoglienza dei polacchi è stata calorosa, dall'aeroporto, al Wawel, il Castello Reale, nell'incontro con autorità e corpo diplomatico, in prima fila il giovane presidente Andrzej Duda. Papa Bergoglio ha ricordato il sogno di Giovanni Paolo II di un «nuovo umanesimo europeo», li ha invitati alla memoria buona, che riconcilia e non vede «ossessivamente solo il male». Ha esortato la Polonia ad accogliere chi fugge da guerre e fame. Poi nella Cattedrale di San Stanislao a incontrato a porte chiuse i vescovi polacchi. Un incontro dal molto «semplice e familiare», ha detto padre Lombardi. Tra i temi c'è stato anche quello della «scristianizzazione, e il Papa, come è sua caratteristica, ha parlato ancora una volta dell'essere vicini, dell'essere prossimi, di fare opere di misericordia, dell'attenzione, del trasporto» Altri temi affrontati con i vescovi, l'idolatria del denaro, alla quale opporre un «clima di solidarietà» e «l'impegno concreto per la misericordia e la sua attuazione nel mondo di oggi». In serata, Bergoglio è intervenuto in diretta video alla festa dei giovani italiani e ha risposto alle domande di tre giovani, esortando i ragazzi ad andare oltre le ferite, a vincere “il terrorismo delle chiacchiere” e a costruire ponti di pace. Infine, l’ ultimo appuntamento della giornata è stato il saluto ai giovani dalla finestra dell'arcivescovado di Cracovi, la stessa da cui si affacciava Giovanni Paolo II. Il Papa ha parlato  di un giovane polacco di 22 anni che aveva studiato disegno grafico e aveva lasciato il suo lavoro per essere volontario alla Gmg. Sono suoi tutti i disegni delle bandiere, le immagini dei Santi Patroni, il kit del pellegrino, che adornano la città. «Proprio in questo lavoro – ha detto il Papa - ha ritrovato la sua fede». Ma a novembre gli è stato diagnosticato un cancro. I medici non hanno potuto fare niente, neppure con l’ amputazione della gamba. “Lui voleva arrivare vivo alla visita del Papa: aveva un posto prenotato nel tram in cui viaggerà il Papa. Ma è morto il 2 luglio. La gente è molto toccata: ha fatto un grande bene a tutti, lui. Adesso – ha esortato Francesco - tutti in silenzio, pensiamo a questo compagno di strada che ha lavorato tanto per questa giornata, e tutti noi, in silenzio, dal cuore preghiamo. Ognuno preghi dal proprio cuore. Lui è presente tra noi».

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