Giubileo dei ragazzi, le immagini più belle; il Papa: «Non vivacchiate, andate a testa alta»

Un tweet. Quasi un'ora a tu per tu, in Piazza San Pietro, dove ne ha confessati 16. Un videomessaggio proiettato allo Stadio Olimpico. E poi l'omelia durante la Messa domenicale e il Regina Coeli. Francesco ha dimostrato concretamente di avere a cuore gli adolescenti. Ecco le foto più significative scattate il 23 e il 24 aprile, a Roma.

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«Cari giovani, con la grazia di Dio possiate diventare cristiani autentici e coraggiosi, testimoni di amore e di pace». I circa 70 mila giovani e giovanissimi giunti a Roma da tutta Italia, ma anche da Francia, Belgio, Germania, Spagna e da oltreoceano sono stati accolti da un tweet del Papa. Sabato 23 aprile è cominciato così il Giubileo dei ragazzi proseguito poi  con il sacramento della riconciliazione (lo stesso Francesco ha confessato 16 pellegrini in piazza San Pietro), il passaggio della Porta Santa, la riflessione sulle sette opere di misericordia spirituale e sulle altre sette opere di misericordia spirituale. La sera di sabato 23, un momento di festa allo Stadio Olimpico durante il quale è stato trasmesso un videomessaggio di Bergoglio. Domenica 24 aprile, il culmine: la Messa in San Pietro.  «La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia; non è una 'app' che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell'amore», ha detto tra l'altro il Papa nell'omelia, invitando ragazze e ragazzi a non «vivacchiare» e ad «andare a testa alta». Al momento del Regina Coeli, che nel tempo pasquale sostituisce l'Angelus, Francesco ha pregato per i vescovi e i sacerdoti sequestarti  in Siria e ancora nelle mani dei rapitori.  «E' sempre viva in me la preoccupazione per i fratelli vescovi, sacerdoti e religiosi, cattolici e ortodossi, sequestrati da molto tempo in Siria», ha detto mil Pontefice. E ha aggiunto: «Dio Misericordioso tocchi il cuore dei rapitori e conceda quanto prima a quei nostri fratelli di essere liberati e poter tornare alle loro comunità. Per questo vi invito tutti a pregare, senza dimenticare le altre persone rapite nel mondo».

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