«Che fede»: don Thomas, il salesiano rapito che ha commosso il Papa

Il religioso sequestrato il 4 marzo 2016 durante un attacco in cui i terroristi avevano ucciso 16 persone fra cui quattro suore di Madre Teresa

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Il religioso era stato sequestrato il 4 marzo 2016, ad Aden, durante un attacco in cui un gruppo di terroristi aveva ucciso 16 persone fra cui quattro suore di Madre Teresa di Calcutta. Liberato quasi un anno e mezzo dopo, il sacerdote indiano è arrivato a Ciampino nella serata di martedì 12 settembre. L'indomani, a Santa Marta, ha potuto incontrare Jorge Mario Bergoglio. Don Thomas Uzhunnalil si è prostrato per baciare i piedi del Papa. Ma Francesco lo ha prontamente aiutato a rialzarsi, baciandogli le mani.  Il Pontefice lo ha abbracciato e incoraggiato, assicurandogli che continuerà a pregare per lui così come ha fatto durante la sua prigionia. E, visibilmente commosso, lo ha benedetto. Da parte sua don Tom, com'è ormai familiarmente chiamato, ha ringraziato il Papa confidandogli di aver «pregato ogni giorno per lui, offrendo le sue sofferenze proprio per la sua missione e per il bene della Chiesa», rammaricondosi «di non aver potuto celebrare l'Eucaristia». Ma «ogni giorno - ha raccontato all'Osservatore Romano - ripetevo dentro di me, nel mio cuore, tutte le parole della celebrazione». Don Tom ha assicurato che ora continuerà «a pregare per tutti coloro che gli sono stati accanto spiritualmente». Con un ricordo del tutto particolare per le quattro suore e le dodici persone assassinate al momento del suo rapimento nel marzo del 2016. Ad accompagnare il salesiano nella residenza di papa Francesco è stato l’ arcivescovo di Bombay, il cardinale Oswald Garcias.

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