A tre anni dal terremoto, Amatrice si stringe nel ricordo delle vittime

Nel Comune del Reatino, devastato dal sisma della notte del 24 agosto 2016, monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, ha celebrato la messa in ricordo delle 249 vittime. Presenti il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il sottosegretario Vito Crimi (foto Ansa).

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«Abbiamo bisogno della fiducia degli uni verso gli altri», ha detto nrella sua omelia monsignor Pompili, durante la celerazione eucaristica al palazzetto dello sport di Amatrice in ricordo delle vittime uccise dal sisma, «non si riprende il cammino senza fiducia. Occorre un sussulto di generosità». Nella notte tra il 23 e il 24 agosto ad Amatrice, alle 3,36, l'ora esatta della violentissima scossa, sono stati letti uno per uno i nomi delle 249 vittime di fronte alla Chiesa di Sant'Agostino con 249 rintocchi di campana. Il dolore ha attraversato la commemorazione. Ma nei Comuni colpiti dal sisma, tra Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche, ancora c'è tanta rabbia per la ricostruzione mancata: a tre anni dalla catastrofe, nei paesi colpiti la macerie non sono ancora state rimosse e circa 50mila le persone sono ancora in attesa di poter tornare nelle loro case. Secondo il sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella, la situazione in tutti i Comuni del cratere è ancora molto difficile e per la piena ricostruzione ci vorrano almeno dieci anni.

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