Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Un Giubileo straordinario dopo la pandemia?

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Penso che il Santo Padre dovrebbe, appena possibile, proclamare un Giubileo straordinario. La cristianità italiana e di tutto il mondo dovrebbe essere richiamata a una preghiera corale. Abbiamo bisogno di ringraziare Dio, noi che siamo vivi, di celebrare i nostri morti che sono volati via senza il nostro conforto e saluto, di ringraziare tutti quelli che si sono prodigati, sacrificati per salvare quante più vite possibili anche a discapito della propria. Abbiamo bisogno di una guida forte che, nel rispetto delle altre religioni, faccia sentire la nostra voce, quella del nostro Dio Buono, Padre e Fratello di tutti gli esseri viventi. La Chiesa cattolica siamo noi, non la gerarchia ecclesiastica. Il Santo Padre deve confermare la nostra presenza e avvalorare la nostra fede.

DANIELA DI FAZIO FORNARI

In tutte le diocesi e le parrocchie, e in ogni comunità cristiana, si sta innalzando questa preghiera corale a Dio. Preghiera di ringraziamento e di supplica. Non so se papa Francesco vorrà anche configurare tutto questo all’ interno di un Giubileo straordinario. Tutti noi, però, singoli e comunità, possiamo fare fin da subito la nostra parte. Come già abbiamo fatto nei giorni in cui siamo rimasti chiusi in casa per l’ emergenza sanitaria (che comunque non è ancora del tutto superata). La preghiera incessante di tutta la Chiesa apre il nostro cuore alla speranza e ci continua a indicare la strada dell’ amore e della fraternità. Papa Francesco, nel suo messaggio per la prossima Giornata mondiale dei poveri (15 novembre) ce l’ ha ricordato. «Questo momento che stiamo vivendo», ha sottolineato, «ha messo in crisi tante certezze. Ci sentiamo più poveri e più deboli perché abbiamo sperimentato il senso del limite e la restrizione della libertà. La perdita del lavoro, degli affetti più cari, come la mancanza delle consuete relazioni interpersonali hanno di colpo spalancato orizzonti che non eravamo più abituati a osservare. Le nostre ricchezze spirituali e materiali sono state messe in discussione e abbiamo scoperto di avere paura. Chiusi nel silenzio delle nostre case, abbiamo riscoperto quanto sia importante la semplicità e il tenere gli occhi fissi sull’ essenziale. Abbiamo maturato l’ esigenza di una nuova fraternità, capace di aiuto reciproco e di stima vicendevole. Questo è un tempo favorevole per “sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo”». Facciamo nostro anche l’ augurio del Papa contenuto nel volume della Libreria Editrice Vaticana La vita dopo la pandemia: «Prego per voi, prego con voi e chiedo a Dio nostro Padre di benedirvi, di colmarvi del suo amore, e di proteggervi lungo il cammino, dandovi quella forza che ci permette di non cadere e che non delude: la speranza».



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