Ragazzi, sempre di più sullo smartphone e dalla loro cameretta

Pubblicità

In un incontro che si è svolto all'Università Cattolica di Milano, dal titolo Diritti e sicurezza dei minori online, sono stati presentati i dati italiani del progetto europeo "Net children go mobile", che ha lo scopo di indagare, attraverso metodi quantitativi e qualitativi, se le mutate condizioni di accesso e uso di internet aumentino o riducano i rischi che i ragazzi incontrano online, o li espongano a nuove esperienze rischiose. Bene: da questi dati emerge che è particolarmente in crescita la privatizzazione dell’ accesso a Internet (69% nel 2014 rispetto al 62% del 2010). Significa, in altre parole, che i ragazzi italiani accedono sempre più spesso al web dalla propria camera, e lo fanno da un dispositivo personale come lo smartphone. Si è, infatti, passati dal 4% nel 2010 al 38% nel 2014. In Italia il tablet, che all’ estero è utilizzato in modo più personale, è piuttosto uno strumento della famiglia.

Ma che cosa fanno i ragazzi italiani online? Come usano la Rete? Dalle ultime ricerche presentate da "Net children go mobile", usano in particolare i social network, soprattutto Facebook, il cui uso è cresciuto in tutte le fasce di età, tranne che tra i 9 e 10 anni. Nel 2014 il 96% dei 13-14enni ha dichiarato di avere un profilo mentre nel 2010 era solo il 68%, e per i 15-16enni si è passati dall’ 80% al 93%. E’ in aumento anche l’ uso di Whatsapp e Instagram. I ragazzi inoltre producono e si scambiano video e immagini, e condividono sempre più i compiti in internet (10% nel 2010, 34% nel 2014). Tendenza, in particolare riguardo a Facebook, che non farà che aumentare anche per l'ormai sperimentata introduzione delle videochiamate su Messenger, in aperta sfida non solo a Skype, ma anche alle videochiamate via FaceTime per i dispositivi Apple, e su Hangout per il mondo Android. Una sperimentazione che comincia a portare buoni frutti a Facebook: in due giorni gli utenti hanno effettuato oltre un milione di videochiamate su Facebook Messenger, opzione che è stata lanciata una settimana fa negli Usa e in altri 17 Paesi (tra i quali per ora non c'è l'Italia), e che dovrebbe essere disponibile su nuovi mercati nelle prossime settimane. C'è da attendersi, quindi, un aumento dell'uso dei social network da parte dei ragazzi soprattutto via mobile e smartphone. 

La presentazione di questi dati è avvenuta contestualmente a una lectio magistralis di Sonia Livingstone, ordinaria di Psicologia sociale della London School of Economics and Political Science, che ha tenuto una lezione sul tema "Do children have digital rights? Arguments for and against", e cioè "I bambini hanno diritti digitali? Argomenti a favore e contro". Secondo la Livingstone, il cui impegno nella promozione dei diritti e della sicurezza dei minori su Internet è noto in tutto il mondo, la presenza dei media digitali nella vita di bambini e ragazzi è ormai pervasiva in tutti i Paesi occidentali e in forte crescita in quelli emergenti. Nell’ ultimo decennio le ricerche sul rapporto tra web e minori hanno rivelato che più i ragazzi usano la Rete e maggiori sono le loro competenze digitali e le opportunità online per crescere nella formazione e un domani nella professione. Al contempo, però, i ragazzi sono esposti a una varietà di rischi: dal cyberbullismo all'adescamento, sino a una vera e propria "dipendenza" dai dispositivi digitali, per cui non riescono più a vivere senza e ad avere normali relazioni che non siano quelle virtuali.



Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo