Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Quegli "amici" che con la pandemia si dimenticano di noi

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Gentile don Antonio, sono Mara, ho 57 anni, sposata da 30, una figlia di 28. Lavoriamo nel settore tessile da sempre. Tutto bene! Io e mio marito siamo molto in sintonia, uniti da un amore forte, da sempre. Stiamo bene insieme e abbiamo interessi in comune. La pandemia ha sconvolto le vite di tutti, anche i rapporti di amicizia. Abbiamo (avevamo…) amici con cui uscivamo insieme, da decenni. Ma nessuno di loro si è più degnato di fare un clic per sentirci al telefono, sapere come stiamo o fare un po’ di conversazione, dal momento che non ci si può più incontrare. Non è squallido pensare che si è amici solo per mangiare una pizza o al ristorante per brindare a Capodanno? Siamo sempre io e mio marito a prendere l’ iniziativa. Ma ora basta! Cominciamo a pensare che da parte loro non ci fosse vera amicizia. Il tempo per fare due chiacchiere si può trovare, direi! Mio marito mi dice di avere pazienza, che si vive lo stesso, ma io non riesco a vivere come loro.

MARA

Cara Mara, mi è piaciuta molto la tua lettera, per il bel legame d’ amore che ti unisce a tuo marito e per la schiettezza con cui esprimi i tuoi sentimenti. L’ amicizia è una bellissima cosa. Così si legge nel libro del Siracide: «Un amico fedele è rifugio sicuro: chi lo trova, trova un tesoro» (6,14). Il che vuole anche dire che non è facile trovarlo. Molte di quelle che chiamiamo amicizie sono spesso conoscenze più o meno profonde. Penso che ci siano diversi livelli di amicizia, da quella intima e profonda, a quella più super- ciale e occasionale. Non è il caso, quindi, di prendersela troppo. La pandemia, praltro, ha avuto effetti psicologici diversi sulle persone, alcune si sono chiuse in se stesse e, al di là delle intenzioni, fanno difcoltà a rapportarsi con gli altri. Anche se vi siete un po’ stancati, non smettere di fare il primo passo insieme a tuo marito. Fa bene agli altri, ma anche a voi. Ti invito a leggere anche gli altri passi sull’ amicizia nel capitolo 6 del Siracide, ricco di consigli sapienti. Come questo, che distingue varie categorie di amici: «C’ è chi è amico quando gli fa comodo, ma non resiste nel giorno della tua sventura. C’ è anche l’ amico che si cambia in nemico e scoprirà i vostri litigi a tuo disonore. C’ è l’ amico compagno di tavola, ma non resiste nel giorno della tua sventura... Per un amico fedele non c’ è prezzo, non c’ è misura per il suo valore. Un amico fedele è medicina che dà vita: lo troveranno quelli che temono il Signore» (6,8-10.15-16).



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