Votantonio
Francesco Anfossi

Quando i Cinque Stelle volevano lo Ius Soli

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Dopo il mio articolo su Beppe Grillo e lo Ius Soli (“Contro gli immigrati Grillo diventa europeista”), sull’ assurdo cambio di rotta del movimento contro la cittadinanza ai minori figli di immigrati, sono stato inseguito dal solito sciame di commenti di grillini infuriati, che mi rinfacciavano la coerenza dei Cinque Stelle, da sempre europeisti e da sempre contrari allo Ius Soli. Si sono inventati anche un hashtag che gira via twitter: "#basta balle". Basta balle? A parte il fatto che invocare l’ Europa per opporsi allo Ius Soli è come invocare l’ Unione africana per legiferare sui vini della Mosella, poiché l’ Unione non ha alcuna competenza (come ha ricordato il commissario all'Immigrazione Avramopoulos), va ricordato che i Cinque Stelle erano favorevoli allo Ius soli. Nella proposta di legge c.1204 presentata alla camera il 14 giugno 2013, primo firmatario il pentastellato Giorgio Sorial (nato in Italia da genitori egiziani) seguito da tutto lo stato maggiore grillino (compresi Di Maio e Di Battista) e da quasi tutto il gruppo alal Camera, si propone la cittadinanza ai minori figli di immigrati residenti in Italia, dopo il compimento di un ciclo scolastico. Che è esattamente quello che propone il disegno di legge in discussione al Senato.

Ma nei Cinque Stelle - che nel Parlamento europeo stanno nello stesso gruppo del leader antieuropeista Nigel Farage, tra i sostenitori della Brexit -  la memoria dura come quella di un pesce rosso. E a proposito di coerenza, accadono strane cose da quelle parti. Tra i firmatari della legge sullo Ius Soli del 2013 c’ era anche il deputato dei Cinque Stelle Walter Rizzetto, uno dei parlamentari pentastellati che nel corso della legislatura ha deciso di abbandonare il movimento. Per confluire sapete dove? In Fratelli d’ Italia, il partito che più degli altri, addirittura più della Lega Nord, si oppone allo Ius Soli. 



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