Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Pandemia, una grande occasione per cambiare

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Caro don Rizzolo, rispondendo a Salvatore Russo penso che la pandemia non ci ha resi peggiori, ma ha fatto uscir fuori il nostro vero modo di pensare, per cui chi già faceva il bene ha continuato a farlo, con maggiore consapevolezza e forza, chi era abituato all’ ipocrisia l’ ha messa ancora più in evidenza con il rischio di essere sbugiardato facilmente. Le persone di buona volontà stanno avendo una grande occasione per cambiare se stesse, e quindi il mondo. Infatti non avverrà l’ estinzione del genere umano poiché esiste sempre un Noè che salva l’ Arca e i suoi ospiti. Noi cristiani dobbiamo cogliere questa grande opportunità – sì, perché una pandemia si può leggere anche sotto un’ ottica di resilienza – per fare pulizia in noi stessi, così come durante il primo lockdown tanti hanno ripulito le cantine dagli oggetti inutili e la casa dalle ragnatele nascoste. Ogni situazione della vita ha sempre due facce, solo che per pigrizia e viltà noi preferiamo vederne solo una. E già questo lo diceva Immanuel Kant nel XVIII secolo. Noi oggi ci sentiamo progrediti e in continuo cammino verso miglioramenti infiniti, ma fino a quando non riusciamo a cambiare in meglio noi stessi, scardinando quelli che sono i vizi naturali umani, non ci potremo considerare veramente civili, anzi la presunzione ci farà fare dei grandi passi indietro. Si deve ritornare all’ etica della responsabilità, altrimenti si avrà un’ involuzione della civiltà faticosamente costruita durante i secoli.

SILVANA

Grazie per questa bella riflessione. È vero, dobbiamo recuperare un’ etica della responsabilità, riconoscendo le opportunità che anche le situazioni diffficili o dolorose ci offrono. Lo stesso essere cristiani non è tanto un privilegio, ma un dono, un talento da far fruttare. Ci è chiesto, appunto, di essere responsabili, di impegnarci per il bene comune, di essere misericordiosi e solidali, testimoniando così la gioia del Vangelo. In questo senso si può capire anche l’ espressione di san Paolo: «Guai a me se non annuncio il Vangelo!» (1Cor 9,16).



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