Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

«Niente più guanti per la Comunione!»

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Egregio direttore, vorrei proporle qualche riflessione sull’ uso dei guanti nella distribuzione della Comunione. Per me è un errore, in quanto i guanti che hanno toccato il Signore poi vanno al macero. Questo non va preso alla leggera, poiché c’ è di mezzo una sostanza “teologica”; ed è un gesto inutile in quanto il sacerdote prima si igienizza le mani. Queste però sono le regole volute dalla Cei in accordo col governo; anche se occorre andare oltre e guardare all’ Eucarestia pane di vita.

MARIO CECCARINI - Fermignano (Pu)

Su precisa richiesta della Cei, dal 23 giugno non sono più obbligatori i guanti monouso per la distribuzione della Comunione. Lo ha precisato una nota del ministero dell’ Interno, da cui venivano le norme precedenti. In realtà i guanti, così come le mascherine e i prodotti igienizzanti, si potevano considerare, ha scritto il teologo Pino Lorizio, segni della passione che abbiamo vissuto: «La liturgia non è avulsa dalla vita di ogni giorno e ci presentiamo al Signore con tutti i nostri limiti e le nostre fragilità, ma anche con tutti i tentativi che mettiamo in atto per proteggere noi stessi dalla contaminazione, ma anche per proteggere gli altri e la loro salute fisica». Nello stesso dono straordinario dell’ Eucaristia il Signore si abbassa fino a noi, si rende disponibile e fragile, perché ci lasciamo invadere dalla sua grazia, trasformare dal suo amore. I guanti, infine, a mio parere erano più dannosi della semplice igienizzazione delle mani. Infatti il contatto poteva avvenire comunque e i guanti si sarebbero dovuti cambiare più volte.



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