Votantonio
Francesco Anfossi

Matteo e Giorgia, trumpisti d'Italia

Pubblicità

Trumpisti d’ Italia unitevi. Pare che il leader della Lega Nord Matteo Salvini e Giorgia Meloni siano a un passo dalla fusione dei loro rispettivi partiti. Un po’ come Vittorio Emanuele e Garibaldi, si incontreranno a Teano (o giù di lì) per unire le forze e puntare a un 20 per cento su scala nazionale, surclassando Forza Italia. A questo punto pare tramontare il ritorno alla cosiddetta Alleanza del Nord tra Lega e Forza Italia che portò alla formazione di almeno due Governi Berlusconi. Altri tempi. Il vento del protezionismo e del nazionalismo (che fusi insieme sono rappresentati da una parola: sovranismo) soffia più forte. Lo slogan della neonata formazione ricalca quello di The Donald: “Prima gli italiani”. Avremo anche noi il nostro bravo muro alzarsi alla frontiera con Ventimiglia o dalle parti di Trieste?

Pare che tra i due segretari i messaggi whatsapp si moltiplichino e la “chat” sia continua per mettere a punto il matrimonio politico che porterà al nuovo movimento sovranista. I due dovrebbero presentarsi l’ un l’ altro sul palco, nei tour politici programmati da Nord a Sud.

In realtà l’ operazione è molto più complicata di quel che sembra: per la Lega, nata per fini autonomisti e localistici (i primordi furono addirittura antimeridionali), dire definitivamente addio non solo alla secessione ma anche al federalismo significherebbe perdere la sua anima originaria, il suo dna. Dobbiamo anche ricordare che buona parte degli elettori della Lega che vivono in città come Bergamo, Milano o Varese, sono antifascisti o figli di antifascisti. Il vento d’ oltreoceano trumpista inoltre potrebbe anche smettere di soffiare se i dati dell’ occupazione in America non crescessero in modo quasi esponenziale come promesso da "The Donald". Quanto a Fratelli d’ Italia, non sono pochi gli elettori meridionalisti poco propensi ad alleanze “nordiste”.

Bisogna però riconoscere che l’ azzardo di Salvini è sempre stato premiato politicamente. Ora si attende la contromossa di Forza Italia e del Centrodestra moderato, come la nuova formazione di Stefano Parisi, "Energie per l'Italia" soprannominata "la cosa azzurra". Ricordandosi sempre, come ha sempre detto Umberto Bossi ai raduni di Pontida, che “in politica due più due non fa quattro, ma può fare otto, sei, tre e anche zero”.



Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo