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Francesco Anfossi

Liliana Segre, l'odio antisemita e la scorta: lettera aperta a Matteo Salvini

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Gentile senatore Salvini,
“Le minacce contro la Segre, contro Salvini, contro chiunque sono gravissime” ha detto riferendosi all’ assegnazione della scorta alla senatrice fatta oggetto di un'indegna campagna di insulti verso chi è sopravvissuta ad Auschwitz. “Anche io ne ricevo quotidianamente”, ha aggiunto.

Vorrei esprimerle senza alcuna nota ironica la massima solidarietà, visto che come esponente politico ed ex ministro degli Interni è certamente sottoposto a insulti, minacce, lettere anonime e altre intollerabili manifestazioni di odio e di inciviltà e dunque bisognoso di protezione. Tanto è vero che da tempo è sottoposto a una sacrosanta scorta. Ma c’ è qualcosa che trovo stonato nelle sue parole. Derubricare  le minacce antisemite di cui è stata fatto oggetto una sopravvissuta ad Auschwitz a qualunque altra minaccia, a una minaccia come le altre, significa contribuire indirettamente a minimizzare il razzismo contro gli ebrei e ridimensionare una delle più abominevoli tragedie dell'umanità. 

Il punto, senatore Salvini, è che la sua affermazione profuma di altrismo o benaltrismo, malattia degenerativa nazionale i cui focolai si annidano nei social networks e che ormai dovrebbe essere vietata per legge. Chi ha opinioni destrorse (ma a volte anche sinistrorse) usa spesso questo metodo becero. Se parlo delle difficoltà degli immigrati ecco che qualcuna ricorda che ci sono anche gli italiani, come se non dovessero aiutati entrambi in base al principio del bisogno. La Caritas ad esempio aiuta gli uni e gli altri. La Chiesa è quella che accoglie, ma anche quella che invia missionari in tutto il mondo per aiutarli “a casa loro” come dicono i sovranisti dopo aver tagliato i fondi della cooperazione internazionale. Anteporre un problema a un altro, un valore a un altro, una persona a un’ altra è un giochetto a somma zero che finisce per annullare il problema, il valore, la persona. Se a chi mi ricorda le nefandezze del fascismo e le malvagità del nazismo ribatto che anche il comunismo ha fatto cento milioni di morti, dico una cosa scontata, ma cerco di attenuare le nefandezze del fascismo e la malvagità del nazismo. 

Il benaltrismo si è visto anche con il voto di astensione sull'istituzione della commissione presieduta da Liliana Segre – come hanno fatto Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia -  in nome di una supposta libertà di opinione violata o in pericolo, che sarebbe dire rifiutare le pere perché mancano le mele. A meno che non si voglia definire l'odio antisemita libertà di opinione.

Il giochetto del benaltrismo può arrivare a compromettere persino la Shoah, la cui unicità, visto l'abisso di violenza e ferocia che l’ ha caratterizzata, è proclamata a partire da qualunque storico che non sia stupido o negazionista. Invece, il 27 gennaio, c’ è sempre l’ imbecille di destra che obietta: “E allora le foibe?”, cercando di ridimensionare un genocidio che ha avuto sei milioni di morti utilizzando strumentalmente un'altra tragedia immane consumata in Istria ai danni di tanti uomini e donne.

 



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