Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Lettera da un’ infermiera di un reparto Covid

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Vorrei condividere un messaggio arrivato a me, mio marito e mio figlio da nostra figlia di 27 anni, infermiera in un reparto di terapia intensiva Covid, dopo che le era stato comunicato che le mascherine FFPP3, che permettono una protezione quasi totale, erano destinate solo ai medici anestesisti, non mettendo quindi gli infermieri in condizione di lavorare in sicurezza. «Credo che tutto quello che sto vedendo non lo potrò mai dimenticare, anche se in futuro andrà tutto bene. Credo che nessuno abbia il diritto di chiederti di rischiare la tua vita per la vita di qualcun altro, di importi di non bere, non sederti o farti soffocare dietro una mascherina, spesso non adeguata, ma lo faccio perché voglio celebrare la vita anche se è di uno sconosciuto, voglio che questa persona possa tornare a soffiare le candeline al suo prossimo compleanno, voglio che possa sentire l’ aria sulla faccia quando abbassa il  finestrino in macchina. Se decido di entrare nonostante tutti i rischi è perché, se qualcuno di voi fosse ricoverato, vorrei che una vera infermiera di Rianimazione si prendesse cura di voi, come faccio io con i miei pazienti. Penserò a voi quando mi mancherà la forza e mi farò coraggio solo se almeno voi sarete in un posto sicuro e confortevole. Vi voglio bene». Abbiamo pensato che quello di nostra figlia non è solo un lavoro, ma una missione e ci auguriamo che lei e i suoi colleghi vengano messi in condizione di lavorare almeno in sicurezza.

UNA MAMMA

Una testimonianza commovente, da non dimenticare quando usciremo dall’ emergenza. Spero anche io che tutti gli operatori sanitari, e i lavoratori in genere, siano messi in grado di operare in modo sicuro. Credo che l’ attuale pandemia abbia messo in rilievo con più evidenza la natura umana, tutto il bene che c’ è nel cuore delle persone, come anche gli egoismi e le meschinità, o la semplice superficialità. Mi auguro che tutti possiamo imitare, anche in futuro, gli esempi positivi.



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