Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

La venerazione delle reliquie

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Stimatissimo don Rizzolo, quando mi reco ad Alba presso il Tempio di San Paolo mi viene spontaneo raccogliermi davanti alle reliquie del beato Timoteo Giaccardo. Mi sorgono spontanee alcune domande: si tratta di un simulacro di cera oppure è il vero corpo incorrotto? Quale significato attribuisce la Chiesa alle reliquie? Perché spesso si mostrano i corpi incorrotti dei beati e dei santi?.

FABIO ROSANA (FOSSANO)

Don Timoteo Giaccardo (1896- 1948) è il primo sacerdote paolino, collaboratore fedelissimo del fondatore don Giacomo Alberione. Il 22 ottobre 1989 è stato proclamato beato da san Giovanni Paolo II. Io stesso ero presente alla celebrazione svolgendo il servizio di diacono accanto a papa Wojtyla. Le spoglie mortali di don Giaccardo sono rimaste a Roma fino al 2014 quando, il 5 maggio, sono state traslate ad Alba (Cn), nel Tempio di San Paolo. Non si tratta del corpo incorrotto del beato, ma di un’ urna che ne riproduce le fattezze in cera e al cui interno si conservano i resti. La parola reliquia deriva dal latino relinquere, lasciare, abbandonare, e indica ciò che resta del corpo dei santi dopo la loro morte; in senso ampio indica anche oggetti a loro appartenuti o venuti a contatto con loro. Questi “resti” sono da noi venerati perché ci consentono di ricordare queste persone e sentirle vicine. Noi siamo fatti anche di materia e abbiamo bisogno di qualcosa di concreto, di materiale, per ravvivare la memoria ed essere spinti all’ imitazione di questi nostri fratelli che hanno vissuto fino in fondo il Vangelo. I santi, che ora si trovano nella patria celeste, ci indicano la direzione ultima della nostra vita. La comunione con loro, che si manifesta anche nella loro intercessione, ci aiuta nel cammino della vita cristiana. Le reliquie non sono oggetti magici, ma un segno dell’ amore che ci unisce oltre la morte e ci incita alla fede nel Signore. Per comprenderne il senso pensiamo all’ episodio dell’ emorroissa: a questa donna che gli ha toccato il mantello per essere guarita Gesù dice: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata» (Mt 9,22).



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