Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Il peso opprimente della solitudine

Pubblicità

Dall’ inizio della pandemia a oggi riesco a fare una piccola sintesi di questo periodo infame trascorso nella più totale solitudine. Vivo da solo e questo non mi fa paura, ma ho visto il totale menefreghismo da parte delle istituzioni, sindaco e parroco compreso, che non si sono degnati di vedere se ero ancora vivo o se avessi bisogno di qualcosa, medicinali e spesa. L’ unica cosa: il recapito di due museruole con l’ elastico che tirava le orecchie, proprio da terzo mondo. La fortuna per il momento è di essere ancora vivo. Perché mi lamento? Abito in un paese della Valsessera di pochi abitanti, dove anche i gatti si conoscono e si chiamano tutti per nome... e cognome. Non sono piagnone e neppure mammone, mi sono sempre presentato sul lavoro sia di giorno, sia di notte e tantissime volte a piedi causa neve. Avete ragione, la terza età non fa più gola a nessuno, anzi prima sparisce Il peso opprimente della solitudine dalla circolazione meglio è, così i soldi della pensione verranno utilizzati per altri scopi. Anzi, con questa epidemia ci avete abituato a restare sempre più soli, così da dimenticare che ci siano persone più bisognose di noi.

ENZO

Caro Enzo, la tua lettera esprime una profonda amarezza. Ti sento vicino e mi dispiace veramente tanto che la solitudine di questo periodo ti abbia riempito il cuore di tristezza. Penso che pure altri, come te, si siano trovati nelle stesse condizioni. Anche se non sono mancati i casi di sollecitudine e di attenzione agli anziani, ai malati e ai più deboli, da parte delle istituzioni, a partire dalle parrocchie e dai tanti volontari. L’ esperienza della pandemia dovrebbe averci insegnato che non siamo fatti per la solitudine e l’ isolamento, che possono alimentare in noi pensieri grigi e cupi, ma per le relazioni, per la fraternità, per la solidarietà. Per l’ amore reciproco. E proprio qui è anche la soluzione per vincere la tristezza e l’ amarezza: l’ attenzione agli altri, l’ amicizia, i gesti di cura e benevolenza. Vale anche per te, caro Enzo: la solitudine si vince uscendo da noi stessi e amando per primi.



Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo