Votantonio
Francesco Anfossi

Il governo anti merendine

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In attesa della rivoluzione verde (“L’ Italia vuole il primato nel mondo in tema di Green New deal”, ha ribadito a New York) il premier Conte propone come antipastino la lotta (per mezzo delle tasse) alle merendine, alle bibite e al kerosene. Ma i mini-tributi proposti sulle due voci ha provocato la reazione del ministro degli Esteri Di Maio, che come è noto è il capo politico dei Cinque Stelle: “L’ obiettivo è abbassare le tasse, non aumentarle”.

Il problema è che tutti i governi di Centrosinistra, dati alla mano, le tasse le hanno sempre aumentate, anche se in tutti fantasiosi modi possibili, dal prelievo forzato nei conti correnti di D’ Amato all’ aumento dell’ aliquota Irpef di Tommaso Padoa Schioppa. Basta vedere i dati sulla pressione fiscale. Ecco perché Di Maio si è affrettato a criticare l’ iniziativa, anche se il balzello sulle merendine e sulel bibite zuccherose è un balzello, per così dire, simpatico, se non consideriamo che danneggia l’ industria del settore. Idem per le compagnie aeree, che hanno protestato chiarendo che l’ imposta danneggerebbe il turismo.

Forse iniziare la nuova avventura del Governo con nuove tasse è stato un po’ avventato. Il punto centrale dell’ agenda del Conte bis è il taglio del cuneo fiscale, la differenza tra quel che paga l’ imprenditore e quel che entra in tasca al dipendente, rappresentata da quanto incassa lo Stato. Solo allora si potrà parlare di passi avanti. Ah, dimenticavamo, c’ è anche la lotta agli evasori fiscali, un grande classico di tutti i 65 governi che hanno preceduto il Conte bis. Il premier ha addirittura annunciato una “legge Al Capone”, ovvero il carcere per i grandi evasori. Se fosse stata varata ai tempi di Pavarotti, Big Luciano o Valentino Rossi sarebbero finiti al gabbio. Sapevatelo.



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