Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

«Ho immaginato di abortire il figlio di un uomo crudele: quel pensiero mi distrugge»

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Sono disperata, ho fortissimi sensi di colpa. L’ anno scorso a gennaio stavo con un uomo, ma dopo che ho scoperto cose gravissime sul suo conto, tipo il modo volgare con cui parlava di me con gli amici, le truffe continue che faceva, l’ ho lasciato. Ha 20 anni più di me, non aveva un lavoro, era stato denunciato per maltrattamenti in famiglia. Sono rimasta con lui per quasi un anno perché mi faceva paura, mi ricattava e minacciava di raccontare ai miei genitori cose di cui non volevo che la mia famiglia venisse a conoscenza perché ne avrebbero sofferto troppo. Dopo che l’ ho lasciato ha cominciato a perseguitarmi e ho dovuto persino fare una denuncia. Ed ecco il fatto che mi fa venire i sensi di colpa: l’ ho lasciato ai primi di dicembre e il giorno di Natale ho cominciato ad aver paura di essere rimasta incinta perché non mi arrivavano le mestruazioni. Preoccupatissima perché non volevo un figlio, tanto meno da lui, ho fatto il test, che per fortuna era negativo. Perché i sensi di colpa? Anche se non l’ ho fatto, ho pensato che se fossi rimasta incinta avrei voluto abortire. Posso sentirmi in colpa per un pensiero, dettato dalla disperazione ma che non ha avuto seguito con delle azioni? Dio può condannarmi per aver fatto questo pensiero? LETTERA FIRMATA

Dio non è un giudice pronto a condannare per ogni minima cosa, ma un padre misericordioso che vuole il nostro bene. Gli stessi comandamenti, il cui pieno compimento è l’ amore, sono per la nostra «Ho un grande senso di colpa» felicità. Hai fatto bene a lasciare quell’ uomo, forse non dovevi nemmeno metterti insieme a lui. Quando la Chiesa ci insegna che l’ unione tra l’ uomo e la donna si realizza nel matrimonio, non lo fa per imporre delle regole, ma per aiutarci a condurre una vita migliore. Quanto al pensiero che ti ha fatto nascere un forte senso di colpa, la prima cosa che conta è non averlo messo in atto. Da questo punto di vista devi stare tranquilla. Il peccato di pensiero non avviene perché il primo impulso che si affaccia alla nostra mente è negativo, né perché lo abbiamo più volte “accarezzato” o ci siamo arrovellati intorno a esso. Ci vuole un deliberato consenso e anche una piena consapevolezza. Nel tuo caso l’ idea negativa era anche indotta dalla disperazione. Per essere serena, accostati con semplicità e umiltà al sacramento della riconciliazione. E, in ogni caso, fatti aiutare da persone sagge e ­date.



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