Votantonio
Francesco Anfossi

#Gentilonistaisereno

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Matteo Renzi all’ assemblea nazionale del Pd, che domenica scorsa al Marriot di Roma lo ha incoronato nuovamente segretario dopo la vittoria delle primarie, ha parlato  di “comunità”. Una comunità un po’ particolare in cui comanda lui solo: dopo la scissione di D’ Alema  e Bersani è rimasto il padre padrone del partito e non sembra aver cambiato il metodo di gestione organizzativa. La circolare di controllo inviata a tutti i ministri da una ringalluzzita Maria Elena Boschi, una delle fedelissime del Giglio Magico, in virtù del suo ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha finito per rivelarsi perfino grottesca ("Dora in poi qualunque disegno di legge prima di essere presentato deve passare da me per un controllo preventivo"). Ora tutti si chiedono quando Renzi darà lo sfratto esecutivo al governo Gentiloni, come a suo modo lo aveva dato a Enrico Letta (#enricostaisereno). 

Per il momento il leader del Pd non ha intenzione di farlo. Renzi si tira fuori anche dalla nuova legge elettorale necessaria ad armonizzare Camera e Senato, indispensabile per andare a nuove elezioni come ha ricordato recentemente il presidente Mattarella. Nei prossimi mesi intensificherà il duello con i 5 Stelle di Grillo (i sondaggi li danno testa a testa col 30 per cento), tenendosi il colpo in canna. Sarà curioso assistere alla guerra del segretario dem sul terreno dei Cinque Stelle, vale a dire la Rete. Ma è certo comunque che al momento giusto Renzi è intenzionato a riprendersi Palazzo Chigi: #Gentilonistaisereno.



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