Rito ambrosiano
don Marco Bove

Domenica 8 dicembre – IV di Avvento

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In quel tempo. Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, il Signore Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’ asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’ asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma».

I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’ asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».

“L’ ingresso del Messia”. La quarta domenica di Avvento ha dato questo titolo alla liturgia odierna, sottolineando in modo particolare come il Messia, preannunciato dagli antichi profeti e lungamente atteso, ora finalmente è giunto. Ma non si tratta certo di una attesa passiva, in particolare il profeta Isaia indica il compito che è riservato al popolo di Israele per prepararne la venuta: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati…».

Il deserto, che richiama il cammino dell’ esodo, è il luogo da cui giungerà ancora una volta la presenza di Dio, per questo l’ invito del profeta Isaia giunge fino a noi: quali sono gli ostacoli che possono impedire al Signore di raggiungerci? Quali monti o colli devono essere abbassati? Quali valli invece vanno colmate, cioè cosa manca alla nostra vita spirituale, che invece è necessario far crescere?

La venuta del Signore inaugurerà una nuova era, un tempo di consolazione e di nuova pace, la fine di una tribolazione che storicamente coincide con la fine dell’ esilio del popolo di Israele, inaugurando un nuovo esodo, il ritorno nella terra promessa da Dio. Questa nuova era sarà anche caratterizzata dall’ opera di Dio, che raccoglierà il suo popolo da ogni dispersione. Continua infatti il profeta Isaia dicendo: «Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri». Dunque il profeta Isaia utilizza un’ altra immagine cara alla tradizione biblica, quella del pastore, in cui emerge chiaramente la dimensione di popolo, il gregge, perché nessuno di salva da solo e il cammino incontro al Signore è sempre un cammino condiviso, dentro la Chiesa, con tanti altri fratelli e sorelle. È il Signore che guida il suo popolo, che lo raduna riportandolo a casa, prendendosi cura di chi è più debole e più bisognoso di attenzione.

In modo sempre sorprendente, l’ Avvento ambrosiano in questa domenica ci ore anche il racconto dell’ ingresso di Gesù a Gerusalemme, che richiama alla mente la domenica delle Palme. In realtà attraverso questo brano evangelico siamo invitati a considerare un’ analogia molto significativa: come il Signore Gesù è entrato nella città di Davide ed è stato accolto dalla folla festante, così ora si appresta a entrare nella nostra vita quotidiana. Anche quest’ anno tu Signore entrerai nella storia umana, attraverserai le nostre città: dove e come potremo riconoscerti? Come potremo accoglierti concretamente nella nostra vita?

Infine la Lettera agli Ebrei, con espressioni analoghe, riprende lo stesso tema: entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato». Dove potremo riconoscere il corpo del Signore e prendercene cura, come Maria, che lo ha portato in grembo per poi donarlo al mondo?



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