Rito ambrosiano
Padre Giulio Michelini

Domenica 13 giugno - III Domenica dopo Pentecoste

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Non si può negarlo: «La presenza del dolore, del male, della violenza lacerano la vita della famiglia e la sua intima comunione di vita e di amore». Così si legge nell’ esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco (n. 19) a proposito di quel «sentiero di so‚fferenza» percorso anche da diverse coppie che vivono il dramma della separazione e del divorzio. Se questa è la situazione, il Sinodo dei vescovi sulla famiglia ha riportato in evidenza le pagine delle letture di questa domenica, che in tre momenti mostrano il progetto di bene che Dio ha per la coppia.

Nel libro della Genesi si dice che l’ essere umano è chiamato all’ incontro con un “altro” che gli stia “di fronte”: dalla tensione tra maschile e femminile viene quella generatività che è portatrice di vita. Adamo non può trovare una compagnia negli animali (che possono stare “di lato”, “dietro”, o “sotto”, ma non “di fronte” a lui): solo chi gli è “pari” può vincere la sua solitudine.

La tensione tra uomo e donna però può risolversi in fratture dolorose, ed è per questo che l’ Apostolo, nella lettera per la comunità di Efeso, propone alla coppia un ideale altissimo: l’ off‚erta di sé all’ altro, modellata sul modo con cui Cristo ha amato la Chiesa e l’ umanità, cioè “fino a dare la propria vita.

Nel vangelo di Marco, Gesù – provocato da una domanda dei farisei – interviene sull’ indissolubilità del matrimonio, con un insegnamento originale per il suo tempo. Nella Bibbia il divorzio era permesso, come si legge nel libro del Deuteronomio (cap. 24), e i farisei discutevano soltanto se fosse lecito in casi estremamente gravi, come l’ adulterio, o anche per ragioni meno importanti. Gesù accetta che la Legge di Mosè concedesse questa possibilità, ma ripropone l’ ideale divino per la prima coppia, e così riaff‚erma l’ unione indissolubile tra l’ uomo e la donna. Nella prospettiva del Signore non si tratta di un peso o di un “giogo” imposto agli uomini, bensì – si legge ancora in Amoris laetitia – «di un dono fatto alle persone unite in matrimonio» (n. 62), dono che si attiva soprattutto nei momenti di crisi. Mentre la legislazione e la mentalità comune propone il “divorzio breve” come soluzione, «la condiscendenza divina accompagna sempre il cammino umano, guarisce e trasforma il cuore indurito con la sua grazia, orientandolo verso il suo principio, attraverso la via della croce». Non è una via facile, ma fa leva sulla forza del sacramento nuziale, cioè su quell’ impegno che non solo si sono scambiati reciprocamente marito e moglie, ma che anche Dio si è preso nei confronti della coppia. Gli sposi che vivono la tentazione della separazione possono ancora contare sull’ amore di Dio, e – magari facendosi aiutare da esperti – trovare un modo per dare nuova linfa a quell’ amore originario nel quale hanno creduto, e che Dio ha benedetto. Possono anche contare sulla Chiesa, che non fa mancare, anche ai suoi “figli che si trovano in una situazione “irregolare” e intraprendono un cammino di discernimento, la forza che viene dai sacramenti



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