Votantonio
Francesco Anfossi

Dibba, la suocera dei Cinque Stelle

Pubblicità

Seguo distrattamente Alessandro Di Battista, la “suocera” dei Cinque Stelle. Ogni tanto spunta come un “pop up” nelle cronache grilline per poi scomparire come la lucina di un led, languendo di insignificanza. Ho simpatia (e lo dico senza alcuna ironia) per la sua biografia personale, per il suo entusiasmo, per la sua faccia pulita, per il gagliardo spirito giovanile che gli fa percorrere migliaia di chilometri in scooter per fare propaganda elettorale, per i suoi sani valori familiari e per la sua meravigliosa  esperienza di volontario e operatore in Africa. Invidio la sua altezza, che, forse, parafrasando Walt Whitman che lo diceva per la larghezza, “contiene moltitudini”.

Ma se la buttiamo in politica, beh, le cose cambiano, non mi viene in mente niente. Ora leggo che sta turbando i Cinque Stelle e il governo di Conte invitando a non fidarsi del Pd, condannandone apertamente l’ alleanza di governo. I giornali hanno preso la cosa seriamente, contro la mia percezione.  La creatura orfana di Renzi è, a detta del Dibba, “globalista, liberista, colluso con la grande imprenditoria marcia di questo Paese, responsabile (paradossalmente più della destra che ho sempre ugualmente contrastato) delle misure di macelleria sociale che hanno colpito i lavoratori italiani […] Ecco io reputo il Pd il partito più ipocrita d’ Europa». E ancora: «Non vi fidate del Pd derenzizzato, ripeto, Renzi ci ha lasciato dentro decine di “pali”».

Il problema, se così vogliamo chiamarlo (ma secondo i giornali e il popolo dei Cinque Stelle lo è, sono io che sbaglio a minimizzare), è che poche settimane fa diceva la stessa cosa dei leghisti, con i quali ora vorrebbe allearsi. Basta metterlo in google, il Dibba, che per un grillino è la morte sua, visto il fideismo che nutre per la Rete. Ci troverete dei fantastici video (titoli: “Smontare la Lega in 5 minuti!” o “Il M5S non si alleerà mai con la Lega” ) in cui asseriva esattamente il contrario (“Questa è la Lega Nord. Un banalissimo partito di sistema capace solo di camuffarsi meglio degli altri. Prima o poi gli italiani se ne renderanno conto”). Tempo fa aveva detto che voleva smettere con la politica e iscriversi a un corso di falegnameria. E infatti trincia giudizi con l’ accetta, scrive opinioni con la carta vetrata, incolla col vinavil post al vetriolo, di qua e di là.

Insomma, a livello politico, l'amico-nemico del governativo Di Maio si caratterizza, per il tutto e il contrario di tutto, che a ben vedere è il  nulla. E il nulla, come è noto, è facilmente trasportabile, a destra e sinistra e all'occorrenza anche al centro. Me lo ricordavo, in termini di alleanza di governo, filo-piddino, ora me lo ritrovo filo-leghista. Come scrive Gramellini oggi sul Corriere, “lui ha capito la cosa essenziale. Che chi fa sbaglia. Quindi, per non essere criticato, non devi fare nulla. Ti siedi sulla panchina e guardi gli altri che parcheggiano in retromarcia, pregustandoti il momento in cui strisceranno la fiancata di un’ auto in sosta e tu potrai gridare: «Ma chi ti ha dato la patente?», tanto a te non la chiederà mai nessuno. Essere Di Battista è veramente una pacchia”.  E comunque, nulla mi toglie che il Dibba semplicemente assolve politicamente alla funzione di contrappeso alle scelte di potere dei Cinque Stelle, su indicazione di Grillo & Casaleggio, dando voce alle anime scontente del popolo grillino. Una specie di piattaforma Rosseau vivente. Forse un po’ troppo disinvolta. Ma nella Terza Repubblica la disinvoltura è come l’ aria, mica c'è solo il Dibba.



Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo