Così i nostri migliori giovani trasformano le idee in realtà

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Un’ applicazione per monitorare l’ aritmia progettata con la consulenza dei medici dell’ Ospedale San Raffaele di Milano. E non solo: una piattaforma di crowfunding che risiede nella "nuvola" di Microsoft Azure e, per chi ama i videogiochi di ultima generazione, un gioco per stimolare il pensiero creativo. Sono i progetti che hanno vinto le finali italiane della Microsoft Imagine Cup, che è, come si legge sul sito Internet di questa competizione internazionale, «un programma e un concorso tecnologico globale che offre agli studenti di qualsiasi disciplina opportunità di creare team e usare la propria creatività, passione e competenza tecnologiche per creare applicazioni, giochi e soluzioni integrate che possono cambiare il modo in cui viviamo, lavoriamo e giochiamo».

Dunque, si rivolge soprattutto ai cosiddetti "nerd" (nell'accezione migliore del termine), gli studenti appassionati di tecnologia, sviluppatori di "App"e aspiranti imprenditori nel mondo dell'informatica e del digitale, che dal 2003 ha coinvolto quasi 2 milioni di giovani in tutto il mondo. La finale tutta italiana di quest'anno ha visto la partecipazione di 11 team, selezionati tra oltre 35 squadre con circa 100 ragazzi provenienti dalle maggiori Università Italiane in sfida per le tre categorie World Citizenship, Innovation, Games. dove hanno rispettivamente trionfatom tre progetti che si distinguono per il forte impatto impatto reale, e che rappresenteranno l’ Italia alle semi-finali globali il 1° giugno 2015, per poi accedere alle finali mondiali che si svolgeranno quest’ estate a Seattle, negli Stati Uniti, dal 27 al 31 luglio, dove sarà in palio un montepremi totale di 50.000 dollari.

Nello specifico, per la categoria World Citizenship, che premia idee capaci di rispondere a problemi di natura sociale e riguardano tutti, si è aggiudicata il titolo italiano l’ app HeartWatch, del team #idontgiveanapp, composto da studenti del Politecnico di Milano: Guido Magrin, 22 anni, di Monza; Luca Bruno, 24 anni, di Mestre (VE); Luca Montanari, 22 anni, di Lecco; e Matteo Pilotto, 22 anni, di Monza. L’ applicazione è in grado di rilevare le aritmie cardiache tramite l'analisi del battito e di segnalare eventuali anomalie impreviste, analizzando i dati generati dall’ interazione tra due dispositivi, per esempio uno smartphone e un dispositivo indossabile. HeartWatch è anche in grado di geolocalizzare il paziente, consentendo di inviare soccorsi in un luogo preciso e di notificare il problema a una lista di amici e conoscenti via Sms. Inoltre, al di là degli stati d’ emergenza, l’ app può essere utilizzata come un normale cardiofrequenzimetro per monitorare il battito cardiaco durante sessioni di allenamento o riabilitazione o per rilevazioni di lunga durata d’ ausilio alle valutazioni del cardiologo.

Spiega Guido Magrin, del team #idontgiveanapp: «L'aritmia cardiaca può restare asintomatica per anni per poi manifestarsi all’ improvviso. È una patologia che merita attenzione e ci sembrava interessante creare uno strumento in grado di monitorarla, intervenendo appena necessario e supportando l’ attività medica di un cardiologo. Grazie a Microsoft Imagine Cup abbiamo avuto l’ occasione di fare squadra e mettere le nostre competenze al servizio di questo progetto e siamo convinti che HeartWatch possa essere un supporto concreto e intuitivo in una logica di eHealth. HeartWatch è stato reso possibile dal Microsoft Band, in grado di rilevare i dati biometrici dell’ utente in tempo reale, e dalla potenza dei servizi cloud di Microsoft Azure, in grado di gestire l’ enorme quantità di dati generata dalla nostra applicazione». 

Per la categoria Innovation, che premia innovazioni software in grado di cambiare il mondo, si è distinto il progetto MYdea, anche qui messo a punto da un team di giovani studenti: Francesco Calascibetta, 22 anni, di Roma, studente all’ Università Tor Vergata; Christian Di Crescenzo, 24 anni, della provincia di Latina, studente all’ Università La Sapienza; Alan Delpero, 22 anni, di Trento studente all'Università di Trieste; Westley Rotolo, 23 anni, di Agropoli, studente presso l’ Università di Salerno. È una piattaforma di crowfunding e di programmazione collaborativa per raccogliere fondi, che intende aiutare qualsiasi idea a veder la luce, grazie al networking tra persone capaci di trasformarla in un’ iniziativa concreta. Funziona come come luogo virtuale dove far incontrare idee e competenze utili, come punto di partenza per costruire veri e propri progetti. Con una piattaforma che risiede sull’ infrastruttura cloud Microsoft Azure.

E per finire, nella categoria Games, pensata per premiare giochi coinvolgenti e d’ impatto, si è distinto il team Neotenia con il progetto Volvox di tre sudenti del Politecnico di Milano: Claudio Lira di 26 anni, di Cusano Milanino; Sara Bianchini, 22 anni, di Milano; e Simone Pagani, 25 anni, di Barlassina. È un videogioco che nasce per promuovere la flessibilità mentale e favorire il pensiero creativo. Il gioco racconta dei primi esseri unicellulari detti Trimebe, che si cimentano nella costruzione dei primi organismi pluricellulari, che crescono attraverso i frammenti aggiunti a ogni livello. Si tratta di un puzzle game basato sul triangolo e le sue rotazioni.



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