Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

Chi prega per il piccolo Eitan

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Signore, che cosa hai provato quando, domenica 23 maggio, quella funivia si è schiantata al suolo, portando con sé la vita di quattordici persone? E perché doveva rimanere vivo solo quel bimbo? Quel bimbo che ha perso la mamma, il papà, i bisnonni, la sorellina... Mi chiedo: che cosa è destinato a diventare, se lo hai voluto lasciar vivere? È una cosa immensa, Signore, perdere tutti questi affetti a cinque anni! Doveva proprio rimanere lui l’ unico testimone di questa tragedia cercata, sì cercata, dall’ uomo? Abbi pietà di lui, Signore, aiutalo.

TERESA C. 

Ci uniamo tutti nella preghiera per il piccolo Eitan, unico sopravvissuto della tragedia della funivia Stresa- Mottarone. È la cosa più importante da fare per essere vicini a questo bambino. Non è del tutto solo, perché ha almeno l’ affetto della zia, ma sta vivendo un dramma troppo grande per lui. Speriamo che si faccia piena luce sulle responsabilità di questo disastro. E mi auguro che la voglia di riaprire dopo la pandemia non faccia passare in secondo piano la necessità di essere scrupolosi nella sicurezza sul lavoro. Che cosa ha provato Dio? Quali sono i suoi progetti su Eitan? Non lo sappiamo. È in gioco il mistero della libertà umana. Però, pensando a Gesù Cristo, possiamo immaginare uno sguardo di compassione da parte del Signore, un abbraccio di misericordia per chi ha lasciato questa vita, la luce della sua grazia per Eitan e per tutti coloro che hanno perso una persona cara. Una grazia che dà la forza di affrontare il presente e offre l’ opportunità per il futuro di cercare sempre il bene.



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