Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

A proposito di evasione fiscale

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Gentile don Antonio, mi riferisco agli articoli sull’ evasione scale e, in particolare, all’ intervista al segretario della Cgia (Confederazione generale italiana degli artigiani) di Mestre Renato Mason. Non accetto le ritrite giusti cazioni riguardo l’ evasione fiscale diffusa tra i contribuenti che se la possono permettere. Sono stufo di sentire motivazioni del tipo: se le tasse fossero più basse, pagherebbero in numero maggiore se non tutti (ma le tasse si potrebbero abbassare se tutti pagassero il dovuto); la grossa evasione è quella delle grandi imprese, prendetevela con loro; se lo Stato spendesse meglio pochi evaderebbero, ecc. Tutti tentativi di non assumersi le proprie responsabilità e di ribaltare le proprie colpe su altri “più colpevoli”. Ricordo che (dati ufficiali del 2018) il 95% dell’ Irpef viene pagata dai lavoratori dipendenti e dai pensionati. Incredibile ma vero. Tutti gli altri contribuenti pagano un misero 5%. Tra questi anche la categoria che fa capo alla Cgia. Ma anche loro usufruiscono dei servizi forniti dallo Stato (sanità, scuola, casa ecc).

GIANNI SOLENI - Mogliano Veneto (Tv)

Il tema delle tasse è sempre divisivo. Certamente vanno pagate, sono necessarie perché lo Stato possa offrire tutti i servizi necessari ai cittadini, compresi i più poveri. Penso che il segretario della Cgia volesse solo evidenziare il problema di alcuni tra gli artigiani ( o altre categorie) che si trovano a volte costretti a chiudere un’ attività non più sostenibile economicamente, con danno anche degli eventuali dipendenti. Situazione ancora più grave in questo tempo di pandemia. Ci vuole maggiore responsabilità da parte di tutti, a partire dalle istituzioni, fino a quella personale di ciascuno



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