Don Antonio risponde
Don Antonio Rizzolo

A Messa col ticket, quella biglietteria per il cielo

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Gentile direttore, durante il periodo dell’ Avvento nella mia parrocchia è comparso un avviso, redatto in ossequio alle norme anticovid, che invitava i fedeli a ritirare i biglietti per partecipare “a titolo gratuito” (scritto in grassetto) alle celebrazioni del Natale. Quelle tre parole, apparentemente innocue, mi hanno turbato profondamente. Ci ho riflettuto per giorni e alla fine ho preso una decisione sofferta: per la prima volta nella mia vita (ho cinquant’ anni) non ho partecipato alla Messa di Natale. Perché dalla Chiesa in cui credo non voglio essere considerato uno spettatore, bensì un figlio.

GIANLUIGI

Caro Gianluigi, francamente penso che hai fatto male a non partecipare alla Messa. L’ Eucaristia è un dono e te lo sei perso, né lo hai condiviso con la comunità. Capisco comunque il tuo disappunto per la scritta “a titolo gratuito”. Poteva dare un’ impressione sbagliata, come se la Messa fosse uno spettacolo. Immagino, però, che si volessero semplicemente evitare dei fraintendimenti: il biglietto, che serviva per verificare il numero massimo di fedeli in base alle dimensioni della chiesa, poteva richiamare l’ idea di un pagamento. Anche per entrare in piazza San Pietro per le Udienze papali, peraltro, ci sono i biglietti da ritirare, che ovviamente sono gratuiti. Insomma, si tratta soltanto di modalità organizzative, senza altri significati. Quanto all’ essere o meno “spettatori”, dipende da come ciascuno di noi vive e partecipa alla celebrazione.



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