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Zuppi ai giovani: «Più del Covid, il male del nostro tempo è l'indifferenza»

«La gioia non è costruirsi un altro mondo dove vivere isolati e in modo protetto, lontano dai drammi del nostro tempo, ma quella di costruire l’ amore calandosi nel nostro proprio mondo e in questo nostro tempo, perché è soltanto l’ amore la vera risposta al male».


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«Viviamo la storia, in questo momento segnato dalla pandemia come una scoperta della fragilità della nostra vita. La Parola di Dio entra nel tempo per farci ritrovare le risposte e la via che stiamo cercando. In questo periodo ci troviamo come  in mezzo ad una tempesta alla ricerca di un appiglio e in questo senso la pandemia è stata per noi  una grande lezione, l’ opportunità di fare una immersione nella storia umana per capire che non possiamo vivere sani in un mondo profondamente malato».Nell'ambito del giubileo domenicano l'arcivescovo di Bologna, il cardinale Matteo Zuppi, si è rivolto  ai giovani del capoluogo fiorentino su “La Parola di Dio e i Giovani”, tema centrale dell’ iniziativa  che si inserisce nel calendario di eventi organizzati dalla comunità domenicana in occasione degli 800 anni dal loro arrivo nella città  di Firenze e della nascita al cielo del loro fondatore.

Nella suggestiva cornice fiorentina di Santa Maria Novella il  Zuppi parla “a braccio”, in un linguaggio chiaro e accessibile, semplice e allo stesso tempo profondo rispondendo alle domande dei ragazzi come Erika, Isanna, Massimiliano, della comunità dei giovani domenicani di San Marco, a Firenze, questo tempo sospeso e incerto: «Uso le parole di papa Francesco per descrivere il senso di questo nostro tempo che ci fa vedere che siamo davvero tutti sulla stessa barca, dove anche chi si trova alloggiato in prima classe, se la barca va a fondo, muore ugualmente annegato insieme a coloro che si trovano nella stiva. Vi  esorto  a non aver paura di far entrare nella vostra vita la Parola di Dio e di amare i poveri, di servire loro e di dedicare il vostro tempo all’ amore di Dio che è verso tutti, nessuno escluso. Uno dei peggiori mali del nostro tempo non è il Covid-19, ma l’ indifferenza verso gli altri, l’ individualismo e la dipendenza del denaro che ci impediscono di scoprire l’ altro e in questo modo, ci impediscono di scoprire anche  noi stessi. Se vuoi trovare chi sei, inevitabilmente deve trovare il tuo prossimo», esorta il cardinale.

Zuppi cita anche fatti  di cronaca, la follia avvenuta per le strade di Roma e di Milano, quando un gruppo di giovani si era dato appuntamento per prendersi a botte e bastonate, invitando la comunità giovanile ad interrogarsi su cosa dobbiamo fare come Chiesa per affrontare il mistero del male e l’ enorme sofferenza che a volte si esprime anche in questa modalità di barbarie. «La gioia non è costruirsi un altro mondo dove vivere isolati e in modo protetto, lontano dai drammi del nostro tempo, ma quella di costruire l’ amore calandosi nel nostro proprio mondo e in questo nostro tempo, perché è soltanto l’ amore la vera risposta al male».

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Il cardinale Zuppi con alcuni padri della comunità domenicana di Firenze.
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