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Zoom sull'immigrazione

L'Istat ha diffuso di recente i dati sugli immigrati: sono 3,6 milioni i regolari in Italia. Flash anche sulla situazione dei minori, l'anello debole della catena.


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3,6 milioni sono gli immigrati regolarmente presenti in Italia rilevati dall’ indagine Istat al 1’ gennaio 2012. L’ aumento dallo scorso anno è stato di 102.000 unità ed i paesi di appartenenza più rappresentati nelle richieste sono Marocco (506.369), Albania (491.495), Cina (277.570), Ucraina (223.782) e Filippine (152.382). E’ aumentata anche la percentuale dei minori non comunitari, che è passata dal 21,5% al 23,9%. Continua a crescere anche la quota di soggiornanti di lungo periodo, particolarmente elevata nelle regioni del Centro-Nord: nel 2011 erano 1.638.734, nel 2012 sono 1.896.223. Un dato da segnalare: diminuiscono gli  ingressi di cittadini stranieri non comunitari, quasi il 40% in meno rispetto all'anno precedente. E si riducono notevolmente i nuovi permessi rilasciati per lavoro (oltre il 65% in meno), mentre si contraggono, anche se in misura minore (21,2%), le nuove concessioni per famiglia. Viceversa, crescono i permessi rilasciati per asilo e motivi umanitari che passano da 10.336 nel 2010 a 42.672 nel 2011, per il 50% rilasciati a cittadini provenienti dalla Tunisia (27,5%), Nigeria (16,3%) e Ghana (7,4%).

Per quanto riguarda il comportamento degli stranieri una volta entrati nel nostro paese, il 67% dei cittadini entrati nel 2007 sono ancora regolarmente presenti a gennaio del 2012. E si fermano soprattutto nella provincia di Bolzano (trattiene il 94,6% dei cittadini non comunitari che avevano ottenuto un permesso nella provincia nel 2007), Genova (90,3%), Aosta (90,1%), Imperia (89,9%) e Trento (89,4%); tra le prime dieci ci sono anche Milano (88,5%) e Roma (87,5%), mentre al Sud mediamente trascorrono meno tempo. E quanti sono, invece, gli immigrati che soggiornano in Italia senza un regolare permesso di soggiorno? Mezzo milione, secondo le stime di più fonti. E rispetto a dieci anni fa sono dimezzati: secondo il quarto Rapporto dello European Migration Network, curato da Idos e dal Ministero dell'Interno, dal 2002 all'inizio del 2011 sono passati da un milione a circa 500 mila unità. E’ inoltre diminuito, nell'ultimo decennio, il numero delle persone respinte alle frontiere italiane (da 30.287 nel 2001 a 4.215 nel 2010) e anche delle persone espulse (da 90.160 a 46.955). Cifre che coincidono con quelle del Dossier statistico Caritas/Migrantes. I motivi di questo netto calo sono riconducibili al concomitante effetto delle modifiche normative degli ultimi anni e della crisi economica. E va sottolineato che, nella maggior parte dei casi, l’ irregolarità deriva non dall'ingresso in Italia senza autorizzazione bensì alla permanenza che si protrae oltre i tre mesi concessi dal visto di ingresso in Italia per motivi turistici. Visti che negli ultimi dieci anni sono invece aumentati: oltre un milione e mezzo quelli rilasciati nel 2010 dall'Italia (+63% rispetto al 2001), e un milione e 700 mila nel 2011 (+11%). E la maggior parte delle richieste provengono dai Paesi a più forte crescita, cioè India, Cina e Russia.

Sul fronte delle problematiche legate all’ immigrazione dei minori, è da ricordare il forte impegno dell’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che ha appena presentato i risultati del progetto transnazionale “Protecting Children On The Move”, finanziato dal Fondo Europeo per i Rifugiati della Commissione europea, finalizzato a migliorare le condizioni di protezione dei minori stranieri non accompagnati che spesso non usufruiscono dei meccanismi di tutela previsti dai sistemi nazionali e, pertanto, rimangono esposti ai rischi di violenza e abusi. Le organizzazioni coinvolte nel progetto hanno incontrato, durante il periodo agosto 2011 - luglio 2012, 1.217 minori stranieri non accompagnati nelle città di Patrasso, Roma e Calais. I ragazzi che sono stati assistiti sono prevalentemente di origine afghana, di sesso maschile e di età compresa fra i 15 ed i 18 anni, anche se sono stati riportati casi di minori più piccoli, fino ai 9 anni di età. Sono stati offerti servizi di vario tipo, dall’ assistenza materiale a quella sanitaria, sessioni informative sui diritti e servizi di protezione offerti a livello nazionale, distribuzione di materiale informativo prodotto nel corso del progetto, comunicazione con le proprie famiglie, consulenza e supporto legale e attività ricreative.  

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