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Zapatero fa la guerra a Cenerentola

Secondo il Governo spagnolo le favole tradizionali sono maschiliste e frenano l'emancipazione della donna.


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Bambini (e soprattutto bambine): attenzione a Cenerentola, Biancaneve e la Bella addormentata nel bosco. Sono storie maschiliste, dove la donna è sempre debole, succube, poco propositiva e l’ uomo veste inequivocabilmente i panni del salvatore, di quello che risolve tutti i problemi. È la nuova provocatoria battaglia del Governo spagnolo di Zapatero e, in particolare, dell’ agguerrita ministra dell’ Uguaglianza, la 33enne Bibiana Aído, voluta nell’ Esecutivo con il rimpasto del 2008.

Insomma, le favole tradizionali, quella immortalate nei cartoni animati della Disney, inculcherebbero nei bambini dei modelli sbagliati e una concezione disorta dei rapporti fra i sessi. E mentre la Spagna annaspa nella crisi economica con oltre 4 milioni di disoccupati (il 19% della popolazione attiva) e il Governo approva un pacchetto di misure da 1,6 miliardi di euro e tagli drastici alla spesa pubblica per risanare il deficit, il dicastero dell'Uguaglianza dichiara guerra alla povera "Cenicienta" (la Cenerentola degli spagnoli), colpevole di scoraggiare l’ emancipazione femminile.

Non solo. La Aído ha anche annunciato lo stanziamento di mezzo milione di euro destinati agli enti locali per promuovere un «nuovo modello di mascolinità» e comportamenti più rispettosi della donna, per la prevenzione di comportamenti violenti. Nei primi tre mesi del 2010 sono 14 le donne uccise all'interno della mura domestiche: in Spagna la violenza domestica rappresenta un serio allarme sociale.

Con gli stessi propositi, l'anno scorso è stato creato un "telefono dell'Uguaglianza" riservato ai giovani maschi con dubbi e problemi nei rapporti con le donne, per un costo di 1,4 milioni di euro fino al 2011. Non sono mancate le critiche: in tempi di recessione nera in molti si domandano se questi investimenti siano proprio indispensabili.

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