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"Workers", il lavoro che c'è

In tutte le sale il nuovo film di Lorenzo Vignolo, "Workers, pronti a tutto", e la disoccupazione giovanile arriva al cinema.


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Il lavoro nobilita l'uomo. Ad avercelo al giorno d'oggi, direbbero in molti. C’ è chi dice che è necessario tornare a essere più umili e aguzzare l'ingegno, chi non vuole darsi per vinto e chi si rivolge a un’ agenzia interinale come hanno fatto i protagonisti di Workers, l'ultimo film di Lorenzo Vignolo che ha avuto l'idea di mettere in scena le disavventure tragicomiche di una serie di disoccupati in un contesto meno floreale di quanto siamo abituati a vedere nelle commedie contemporanee italiane. Le tre storie narrate hanno come protagonisti tre giovani che, per arrivare a fine mese, accettano gli impieghi più indesiderabili. Ma alla fine capiscono che ogni lavoro può essere bello se lo fai con dignità.

-Nel suo film tratta temi di pressante attualità. Pensa che si possa ridere anche delle proprie difficoltà?

"Molti giornalisti mi hanno chiesto se ho fatto un instant movie. Non è così. Un film ha una genesi lunghissima. Quattro anni fa, quando sono state poste le basi di questo progetto cinematografico, non potevamo pensare che fosse così attuale. La crisi stava arrivando inesorabile ma speravamo che all’ uscita del film fosse tutto già passato. Pensavamo di poter ridere di un momento storico difficile già passato".

-I giovani sanno adattarsi a qualsiasi tipo di lavoro, come i protagonisti di Workers?

"Le persone che hanno necessità alla fine si muovono. Non tutti, al momento, lo stanno facendo. Ci sono molte persone che stanno ancora aspettando che la crisi finisca per esercitare il loro lavoro. Ma una volta esaurito il tesoretto personale o l’ aiuto dei genitori, cambierà anche la mentalità. Il mio agente, per esempio, non riesce a trovare nessuno che trascriva la sua rubrica cartacea sul computer. Eppure il tasso di disoccupazione è altissimo. Per superare al meglio questo difficile momento ritengo sia indispensabile valorizzare tutto ciò che non ha a che fare con l’ economia. Lo spirito, la lettura, la cultura, le passeggiate con gli amici, sono tutti valori da alimentare soprattutto adesso. I protagonisti di Workers mettono un po’ da parte i loro sogni di gloria e accettano lavori che, forse, non sapevano neanche esistessero".

- In Italia non c'è lavoro ma mancano molte figure artigiane. Non ci sono più sarti, calzolai, restauratori di mobili antichi, orafi. I registi sono tanti o pochi?

"Tanti, purtroppo. Ultimamente la tecnologia ha fatto passi da gigante. Sul mercato ci sono delle telecamere fantastiche e accessibili a tutti e così ci si può improvvisare regista. Ma non tutti possono fare un film".

-C’ è meritocrazia nel vostro settore?

"Non lo so. Ma credo che la qualità, prima o poi, paghi. Voglio solo pensare che se un film è bello il pubblico vada, comunque, a vederlo".

-I registi, gli attori da sempre sono precari. Non conoscono il posto fisso.

"Certo, è un lavoro “tremendo” perché fatto di lunghe attese tra una parte e l’ altra, tra un film e una trasmissione televisiva".

-Se non avesse fatto il regista che carriera avrebbe intrapreso?

"Me lo sono sempre chiesto anch’ io. Forse avrei lavorato con i bambini".

-Ha firmato la regia di centinaia di videoclip musicali. Da Mario Venuti agli Articolo 31, ai Litfiba e tanti altri. Pensa di ritornare al primo amore o si dedicherà solo ai film?

"In realtà ho cominciato con i cortometraggi per poi passare ai videoclip e ai film. Vorrei poter continuare a fare tutto".

Workers-Pronti a tutto - Regia di Lorenzo Vignolo Con Dario Bandiera, Nino Frassica, Nicole Grimaudo, Francesco Pannolino, Alessandro Bianchi, Paolo Briguglia, Michelangelo Pulci, Alessandro Tiberi, Daniela Virgilio.

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