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Se lo sai coinvolgere, il giovane ti dà l'anima

Lo dimostra una ricerca dell'Istituto Minotauro sui ragazzi che partecipano come volontari ai festival culturali: la chiave è farli sentire utili e importanti.


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Annoiati, apatici, restii all'impegno, ora anche in fuga dal volontariato... L'immagine prevalente dei giovani è questa. E se il problema fosse un altro, cioè l'incapacità del mondo adulto di coinvolgerli in progetti che risultino interessanti per la sensibilità di un giovane, per i quali valga la pena investire tempo ed energia, uscendo dalla tana dell'indolenza e dal riflesso delle tecnologie?

A uno scenario di questo tipo sembra alludere la ricerca "Facce da culturisti: perché i giovani amano i festival" effettuata dall'Istituto Minotauro, centro di eccellenza nello studio dello sviluppo psicologico dell'adolescenza. L'intervista a 400 volontari del Festival della mente di Sarzana, e allargata ad altri festival, ha messo in luce un'altra verità: tempo dedicato gratuitamente, impegno attivo, partecipazione, entusiasmo...

Qualche dato della ricerca condotta dall'istituo guidato da Gustavo  Pietropolli Charmet. Ogni festival culturale conta mediamente su 212 volontari, il 94 per cento dei quali ha un'età compresa fra i 16 e 25 anni. Tredici sono le ore mediamente "donate". Il 69 per cento dei ragazzi che hanno prestato volontariato culturale si sono detti soddsfatti, perché si sono sentiti parte integrante e vitale delle manifestazioni, vi hanno preso parte dal di dentro, si sono sentiti utili, hanno realizzato progetti, accompagnato personaggi importanti (i relatori), assistito turisti e gente comune.

Ecco, la chiave è questa: fare in modo che il giovane si senta utile, importante, apprezzato. Allora è pronto a mettersi a disposizione, a darti anche l'anima. Infatti gli intervistati ammettono senza mezzi termini che l'esperienza di volontariato ai festival è più convolgente rispetto a quella scolastica.

Il segreto dei festival è che affidano incarichi concreti ai volontari, investendoli di responsabilità, facendoli sentire, appunto, importanti e utili.

Insomma, emerge qui uno sguardo nuovo sugli adolescenti, ma soprattutto su come gli adulti possano offrire loro occasioni di crescita culturale, in grado di stimolarne l'interesse e il convolgimento personale.

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