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Volontari, l'Agenzia va a Roma

Authority per il terzo settore, il presidente Zamagni: "Non chiude, si sposta nella capitale. La sede milanese è un costo,perché gli enti locali non l'hanno sostenuta"


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L'Agenzia per il terzo settore non chiude. O meglio: sembra che debba chiudere sì, ma solo gli uffici di Milano; insomma, pare che non debba morire, ma solo spostarsi a Roma. È quanto prevede il suo presidente, Stefano Zamagni. «Premetto che il ministro Fornero ha espresso solo un'opinione (sabato 27 gennaio, ndr). Per ora non è stata ancora presa alcuna decisione formale. Dato che, però, è lei che ha la competenza sull'Agenzia vuol dire che ci sono 99 possibilità su 100 che venga spostata a Roma e incardinata nel suo ministero».


Il problema quindi non è l'Agenzia in sé. «Tutto il terzo settore sa quanto stia facendo e quanto sia fondamentale». Il problema è Milano. «L'ha voluta ma poi non ha fatto nulla per tenersela. Comune, Provincia e Regione dovevano distaccare complessivamente 35 loro dipendenti nell'Agenzia. Ne hanno messi al massimo 16. La lettera di Pisapia? L'ha scritta solo tre giorni fa, dopo mia insistenza. Ma ormai era troppo tardi». Stefano Zamagni non rimpiange Milano. «La sede milanese è un costo, proprio perché gli enti locali non l'hanno sostenuta. Il punto è questo: hanno visto che non potevano guadagnarci e l'hanno abbandonata. I milanesi sono così: sono interessati solo a ciò che porta dané!».

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Stefano Zamagni.
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