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Dal Nicaragua alla Siria, le donne coltivatrici dello sviluppo

L'8 marzo, alla Casina Pio V in Vaticano, l'evento "Voices of faith" (Voci di fede), promosso dalla Götz Foundation Fidel e Caritas Internationalis, riunisce donne cattoliche che si sono distinte nell'impegno umanitario e assegna un premio a due realtà associative femminili.


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Alba Marina Rosales Ruiz vive a Quebrantadero, una piccola comunità rurale in una zona poverissima del Nicaragua. Ha quattro figli, una famiglia numerosa, racconta, proprio come la maggior parte dei suoi vicini di casa. Alba lavora come contadina: fa parte del progetto di agricoltura familiare "Diritto all'alimentazione" promosso dalla Caritas nicaraguense. In un Paese profondamente segnato da disuguaglianza sociale, violenza domestica e discriminazione di genere, come molte altre donne Alba ha trovato nella terra la sua arma di riscatto, la sua emancipazione. Dal programma della Caritas ha ricevuto sostegno materiale (i semi delle piante e gli strumenti di irrigazione) e formazione tecnica per coltivare in modo proficuo e meno oneroso il terreno di sua proprietà. E adesso Alba riesce a produrre abbastanza sia per sostenere la sua famiglia sia per vendere verdure e cereali in un mercato locale. Nel programma ha coinvolto suo marito e i figli. La loro speranza è di poter conquistare la piena autonomia economica grazie alla loro piccola azienda agricola.  

"In comunità dove le donne sono spesso poco considerate, queste contadine sono state capaci di cambiare la loro vita e di migliorarla. A parlare è Juana Bertha Duarte Somoza, operatrice umanitaria e una dei responsabili del programma della Caritas in Nicaragua. Una donna che aiuta le altre donne a lottare per i loro diritti e la loro dignità. Rimasta orfana da giovane, Juana Bertha e le sue sorelle hanno mandato avanti da sole la loro fattoria. Lei si è laureata in Scienze agrarie. E oggi non si stanca di percorrere, a piedi, chilometri e chilometri per raggiungere le comunità agricole e insegnare alle donne a coltivare i loro appezzamenti di terra.

Alba Marina e Juana Bertha saranno insieme a Roma, l'8 marzo, per ricevere il premio "Donne, coltivatrici dello sviluppo" promosso dalla Fidel Götz Foundation, associazione con sede in Liechtenstein, e da Caritas Internationalis come riconoscimento al contributo delle donne a promuovere e migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie e delle loro comunità. Il premio viene consegnato nell'ambito dell'evento "Voices of faith" che, nella Giornata internazionale dedicata alla donna, riunisce in Vaticano, alla Casina Pio V,  donne cattoliche provenienti da tutto il mondo impegnate in difesa dei più deboli, della parità dei diritti e della dignità umana.   

Il premio, per un totale di 20mila euro, è stato assegnato a due realtà femminili (a ciascuna 10mila euro): il programma agricolo della Caritas Nicaragua e l'associazione Basmeh e Zeitooneh. Fondata da Reem Alhaswani, profuga siriana, l'associazione promuove corsi di ricamo e cucito fra le altre donne siriane rifugiate in Libano, spesso sole con i loro figli, offrendo loro un'opportunità per guadagnarsi da vivere, una strada per ripartire, per ricominciare a vivere,  dopo essere state costrette ad abbandonare le loro case e avere perso tutto sotto le macerie di un Paese dilaniato dalla guerra. 

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