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Vai al lavoro in bici? Più soldi in busta paga

Proposta del Governo francese: 0,25 euro a chilometro per chi fa il pendolare su due ruote. Un premio per migliorare la qualità dell’ aria e la congestione del traffico, e ridurre l’ incidenza di malattie cardiovascolare. Spese previste: 110 milioni. Guadagnati potenziali: incalcolabili. E se lo facessimo anche in Italia?


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Stamattina, andando al lavoro, ho guadagnato 1,55 euro. Per il solo fatto di andare, intendo. Perché l’ ho fatto in bici. Corso Buenos Aires- Piazza Buonarroti  (siamo a Milano) sono 6,2 chilometri. A 0,25 euro a km fanno, appunto, 1,55 euro.  Effetto dei nuovi incentivi statali che le imprese destinano a chi fa in bici il viaggio casa-lavoro. Meno inquinamento, meno traffico in strada. Sarà un caso, ma da quando è partito il progetto al mattino vedo molti ciclisti in più. Appagati, in senso stretto...

Quello che avete letto non è accaduto: è una "cronaca dal futuro prossimo". Ma in Francia sta per diventare presente. Il ministro dei trasporti di Parigi ha presentato un piano per favorire l’ uso delle due ruote in città. La pietra su cui poggia tutto sta in un premio di 0,25 euro ai dipendenti che si recheranno al lavoro in bicicletta. Si fa già, in certe isole di “frontiera”. Nella Silicon Valley per esempio.
Un vezzo? Un lusso da ecologicamente corretto? In realtà mancano i dati per dirlo. L’ agenzia francese dell’ Ambiente stima una spesa di circa 110 milioni di euro per finanziare il “pendolarismo in bici”. Ma nessuno riesce a calcolare quanto i 3 milioni di francesi che usano la bici come abituale mezzo di locomozione, e quelli che si aggiungeranno, faranno risparmiare ai Comuni in termini di salubrità dell’ aria e al Sistema sanitario nazionale in termini di  disturbi cardiocircolatori, colesterolemie,  ipertensione. Tutti mali che una passeggiata quotidiana su due ruote, secondo la vulgata medica in corso, dovrebbero fatalmente ridursi.  

Di certo la proposta del governo francese ha una sua originalità.  Che non sta soltanto in alcuni corollari curiosi, come il consentire ai ciclisti di circolare anche a sinistra per evitare tombini e sportelli aperti incautamente. Il tratto di novità sta nell’ usare il premio come incentivo e non la sanzione come deterrente. Insomma una “paghetta” anziché una multa.

E’ l’ opposto di quanto qui a Milano è stata l’ area C, la zona interdetta al traffico salvo pagamento di un ticket da 5 euro. Una pollution tax, tassa sull’ inquinamento, di certo molto salubre per le casse del Comune ma indigesta ai più, soprattutto a quelli che per lavoro il centro lo attraversano ogni giorno. Chissà cosa sarebbe accaduto se il sindaco avesse concesso loro un premio ad attraversarlo in bici invece della multa a farlo su quattro ruote. Ma queste sono cronache di un futuro troppo lontano (e futuribile) per diventare presente in Italia.

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