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Le relazioni familiari, principale risorsa nelle difficoltà

Sono stati resi noti i primi risultati dell’ indagine 2020 su Famiglia e povertà relazionale del Family International Monitor. I dati raccolti confermano che in ogni nazione le relazioni familiari sono la più importante risorsa per affrontare le tensioni e le difficoltà interne ed esterne nella vita quotidiana delle famiglie, ma la loro importanza è ancora più decisiva per le persone più vulnerabili e marginali.


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Il 23 giugno 2020 stati presentati in un evento internazionale in streaming i primi risultati dell’ indagine 2020 su famiglia e povertà relazionale del Family International Monitor (FIM) (https://www.familymonitor.net/), un progetto di ricerca internazionale nato nel dicembre 2018 su ispirazione di papa Francesco e per iniziativa del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, dell’ Università Cattolica di Murcia (Spagna), e del Centro Internazionale Studi Famiglia (Cisf) di Milano.

Alla presentazione sono intervenuti anche Mons. Vincenzo Paglia, Presidente del FIM (oltre che della Pontificia Accademia per la Vita) e Mons. Pierangelo Sequeri, Preside del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II

Il primo triennio di attività del FIM (2019-2021) è stato dedicato al tema “famiglia e povertà”, anche in considerazione di alcuni degli Obiettivi ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. La prima fase del progetto prevede un rapporto su famiglia e povertà relazionale (2020), mentre il rapporto 2021 sarà dedicato a famiglia e povertà economico-strutturale. Il cuore dell’ indagine sono undici report nazionali realizzati da centri universitari e di ricerca attivi in Paesi di diverse aree del mondo: Benin, Brasile, Cile, India, Italia, Kenya, Libano, Messico, Qatar, Spagna e Sud Africa.

Il Rapporto 2020 ha messo al centro la famiglia come soggetto attivo, protagonista delle proprie scelte, considerando la povertà come fenomeno multidimensionale, di cui misurare non solo la mancanza di risorse economiche, ma anche rischi e vulnerabilità educative e relazionali.

Dalla ricerca emergono due elementi generali: da un lato si riscontra una serie di elementi comuni a diversi contesti nazionali, in aggiunta ad alcune specificità delle singole nazioni; dall’ altro lato, l’ influenza dei fattori sociali, culturali, politici ed economici a livello macro sociale ha rilevanza pari a quanto accade a livello di relazioni micro, dato che le relazioni interpersonali e sociali a livello micro sono elementi decisivi per il benessere delle famiglie. Dalla ricerca sono poi emersi in via preliminare alcuni elementi specifici:

In primo luogo alcune specifiche condizioni/strutture familiari sono più vulnerabili di altre, anche in contesti nazionali molto differenti:

- i nuclei monogenitoriali sono a maggior rischio di povertà relazionale ed economica (Kenya, Italia, Libano, Cile)

- le famiglia numerose sono maggiormente esposte al rischio della povertà economica (Italia, Kenya)

- la violenza domestica si presenta come fenomeno diffuso, anche se ancora sommerso (Spagna, Italia, Sud Africa)

- in molte nazioni emerge una crescente criticità per la cura quotidiana degli anziani, anche dove la popolazione è ancora giovane (Benin, Italia, Cile).

In secondo luogo diversi fattori sociali di stress si riscontrano in modo omogeneo in diverse nazioni:

- la difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia (manca tempo per le relazioni familiari e di cura)

- ruolo crescente delle ICT e delle relazioni digitali, con crescente disagio delle famiglie (spagna, Italia, Cile)

- cresce la disuguaglianza secondo varie direttrici: reddito, area geografica, etnia, sesso, generazioni,  capitale culturale familiare (Sud Africa, Benin, Italia, Cile).

 

In terzo luogo le differenze territoriali interne si sono rivelate molto importanti: ciò conferma l’ importanza di analisi a livello micro-sociale

- le differenze territoriali sono molto presenti in molte nazioni: questo esige analisi a livello locale, sub-nazionale  (Italia, Sud Africa)

- i dati statistici aggregati a livello nazionale sono indicatori scarsamente efficaci nel definire le reali condizioni di vita delle famiglie (Brasile, India, Kenia, Sud Africa).

 

Risulta infine cruciale il ruolo di ogni relazione interpersonale, sia all’ interno che all’ esterno delle famiglie, nel promuovere o mettere a rischio il benessere di ogni persona, della famiglia e della comunità in cui la famiglia vive.

- la relazione di coppia è risorsa cruciale, nella sua stabilità o fragilità (Cile, Sud Africa, Italia);

- è rilevante il ruolo delle differenze di genere tra padri e madri nelle responsabilità genitoriali (ad esempio padri assenti come conseguenza congiunta di relazioni molto tenui in famiglia e di stereotipi/atteggiamenti culturali presenti nella società) (Kenya, Sud Africa)

- indebolimento dei legami tra le generazioni (Italia, Benin)

- gravidanze/maternità di adolescenti: fenomeno presente in modo rilevante in alcune nazioni (Sud Africa).

Nel complesso, i dati dell’ indagine mostrano che le risorse e la resilienza delle famiglie sono ancora più utili ed attive proprio di fronte alle sfide sociali ed economiche più difficili. I dati raccolti confermano che in ogni nazione le relazioni familiari sono la più importante risorsa per affrontare le tensioni e le difficoltà interne ed esterne nella vita quotidiana delle famiglie, ma la loro importanza è ancora più decisiva per le persone più vulnerabili e marginali.

La versione finale del Rapporto su famiglia e povertà relazionale verrà pubblicata nell’ autunno 2020.

 

direttore Cisf e responsabile delle attività di ricerca del Family International Monitor

Per informazioni: 

http://www.istitutogp2.it/wp/istituto/

https://www.ucam.edu/universidad/fundamentos-de-la-universidad

www.cisf.it

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