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Scienza e teatro, alleanza contro il cambiamento climatico

L'innovativo progetto "Play your Part" porta all'Università statale di Milano il "climate change theatre", una forma di spettacolo sostenibile nell'allestimento e impegnato a sviluppare tematiche in grado di sensibilizzare l'opinione pubblica. Si parte con una serie di incontri con esperti, a cui seguirà un laboratorio, con protagonisti studenti e cittadini


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Nel 2019 al Fringe Festival di Edimburgo oltre trenta compagnie teatrali britanniche e internazionali si sono trovate per confrontarsi sull’ emergenza ecologica-climatica e su un nuovo modo di fare teatro che potesse contribuire attivamente e creativamente alla sfida più importante del nostro futuro. Fenomeno abbastanza recente, il “climate change theatre” sta cambiando il modo di fare teatro in tutto il mondo, creando una forma teatrale ecosostenibile, senza scenografie, con costumi e oggetti scenici riciclati e le repliche talvolta all’ aria aperta per non sprecare energia elettrica. Le tematiche degli spettacoli sono imperniate sui vari aspetti delle problematiche ambientali e spesso gli spettacoli sono allestiti in teatri piccoli o altri ambienti intimi, in modo da consentire la massima interattività e il dialogo con il pubblico.

Ora il “climate change theatre” arriva all'Università Statale di Milano, portato dall’ iniziativa di Margaret Rose, titolare della cattedra di Storia del teatro inglese, sotto la direzione di Stefano Bocchi, delegato del Rettore alla Sostenibilità e docente del Dipartimento di Environmental Science and Policy della Statale.

L’ iniziativa prevede tra febbraio e maggio 12 seminari di studiosi e divulgatori di profilo internazionale dedicati ai diversi aspetti dell’ emergenza clima - il rapido e continuo scioglimento del permafrost artico, lo stato di oceani e foreste, l’ estinzione di tante specie, l’ agricoltura sostenibile.

A questi incontri farà seguito a partire da maggio il laboratorio teatrale Play Your Part che offrirà ai partecipanti - 20 tra studenti e cittadini appassionati - la possibilità di creare testi teatrali che verranno messi inscena in un teatro e in vari luoghi non teatrali a Milano, recitati sia da studenti e cittadini che da professionisti, per cercare di sensibilizzare anche il pubblico che normalmente non va a teatro.

La messa in scena sarà il più ecocompatibile possibile, utilizzando oggetti e costumi di scena riciclati. Gli Incontri Ogni settimana, mercoledì o giovedì alle 16, su piattaforma Teams, agli esperti della Statale (per citarne solo alcuni Giorgio Vacchiano, Maurizio Maugeri, Stefano Bocchi) si alterneranno studiosi, divulgatori e drammaturghi internazionali, tra cui Pankaj Sekhsaria, accademico, romanziere e attivista indiano, Bobby Smith dell’ Università di Warwick, Alanna Mitchell, giornalista scientifica canadese e autrice della pluripremiata pièce Sea Sick e Chantal Bilodeau, drammaturga canadese e direttore artistico di The Arctic Cycle, con residenza a New York. Il Laboratorio teatralesarà condotto da: Maggie Rose, titolare della cattedra di Storia del teatro inglese all’ Università degli Studi di Milano, grande studiosa del teatro britannico contemporaneo, “Shakespeare in performance” e la scrittura femminile; Marco Ghelardi, regista, drammaturgo, traduttore e insegnante di teatro: formato alla Central School of Speech and Drama di Londra ha diretto più di venti allestimenti di testi di William Shakespeare, in Inghilterra e in Italia; Susan Marshall, studiosa del costume di scena e costumista, docente di Storia della moda del XX secolo presso il dipartimento del Fashion Institute of Technology (New York) al Politecnico di Milano, insegna all’ interno del corso di Fashion Archive e Heritage Management presso AFOL Moda a Milano; Sal Cabras, scrittore e traduttore, curerà la drammaturgia dei testi in italiano. Cabras ha iniziato a lavorare nel mondo del marketing e come giornalista, per poi dedicarsi, negli ultimi quindici anni, alla carriera di scrittore e traduttore.

La Tempesta di Shakespeare sarà centrale nel laboratorio in quanto non solo presenta una natura “fuori controllo”, ma anche la figura di Calibano, l’ indigeno dell’ isola che vive in stretto contatto con la natura. Centrale, cambiando completamente scena, anche la famosa maschera di Arlecchino (nella persona di Tristano Martinelli) e della Commedia dell’ Arte, una forma teatrale che, come il teatro shakespeariano, era ecologica e sostenibile molto prima che si parlasse di questi argomenti.

Per partecipare al laboratorio verrà effettuata una selezione di massimo 20 partecipanti su base motivazionale. A corollario dell’ iniziativa il progetto di un documentario, intitolato Tutto è connesso, che alternerà alcuni frammenti dei testi teatrali, con interventi di specialisti, studenti e cittadini, e che sarà messo a disposizione delle scuole e delle università.

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