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Una rete di città per la famiglia

Si è costituito a Parma ed è un network che raggruppa ad oggi 54 Comuni impegnati a «promuovere politiche a sostegno dei nuclei familiari».


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Il 21 maggio 2010 si è costituito a Parma il Network italiano di città per la famiglia, una realtà associativa di comuni che raggruppa ad oggi 54 Comuni impegnati, come si legge nell’ atto costitutivo, a «promuovere politiche a sostegno della famiglia». Tra i soci fondatori i comuni di Parma, Roma, Bari e Varese, i cui sindaci, insieme all’ ospitante sindaco di Milano Moratti, hanno animato stamani un’ interessante tavola rotonda alla Conferenza per la famiglia.

    Letizia Moratti ha parlato delle politiche del suo comune a favore delle neomamme per permettere loro di rimanere a casa entro il primo anno di età del bambino, gli interventi a favore degli anziani attraverso le nuove tecnologie (in particolare un call center con 5000 telefonate settimanali “di cortesia”) e la politica degli asili nido: ormai a Milano è stato raggiunto il 52% di persone che ne possono usufruire, di cui il 30% gratuitamente.

    Pietro Vignali, sindaco di Parma, comune all’ avanguardia nelle politiche family friendly, ha enucleato le iniziative messe in atto nel capoluogo emiliano: family card per famiglie numerose, laboratori familiari per ricostruire reti familiari nei quartieri, quoziente familiare (il cosiddetto “Quoziente Parma”), la correzione del coefficiente Isee. «La famiglia – ha affermato tra gli applausi - non è un cliente del welfare ma un soggetto pienamente attivo».

    Gianni Alemanno, sindaco di Roma, ha parlato dell’ esperienza del family bus, un autobus che ha percorso tutte le periferie di Roma con psicologi e sociologi costruendo una mappatura di cosa sia la famiglia in una metropoli. Anche Roma sta cercando di rivedere l’ Isee e la prossima sfida sarà quella di rivedere la tariffa sui rifiuti. «Stiamo però vivendo una grande crisi economica - ha ricordato il primo cittadino - e ridurre le imposte per le famiglie numerose richiede per converso di aumentarle per i singles e per chi ha redditi più alti».

    Alemanno ha poi fatto rilevare l’ assurdità dei costi degli asili nido: un asilo comunale costa il doppio di uno convenzionato (13mila euro all’ anno contro 7mila). «Punteremo a fare molte convenzioni con enti privati, associazioni, privati e parrocchie per abbattere le liste di attesa, che già in due anni si sono ridotte di 5mila persone», ha aggiunto. Lancia però una sfida ai sindacati: «Se le rigidità sindacali di fronte ai servizi pubblici si scarica sui costi, questo non va bene. Occorre che il delta tra servizi pubblici del comune e dei privati si riduca e per questo occorre che il sindacato si assuma le sue responsabilità».

    Michele Emiliano, primo cittadino di Bari, ha riconosciuto, fra gli applausi, la priorità della famiglia fondata sul matrimonio, «ma - ha fatto rilevare tra altrettanti consensi - gli stessi problemi che vivono le coppie sposate li vivono le coppie di fatto e di questo nell’ erogazione dei servizi occorre tenere conto». La denatalità è comunque, secondo l’ esponente del Pd, la vera urgenza del Paese: «L’ Italia non fa più figli, non ha più fiducia nel futuro. Questo significa che il Paese da molti anni, da destra come da sinistra, non è governato bene perché l’ incertezza del domani è la cifra di tutte le fasce di età: degli anziani, di chi oggi lavora e non sa come andrà in pensione, dei giovani, che stiamo maltrattando: col risultato che oggi emigrano per lavorare e fare figli», ha concluso.

    Infine, il leghista Attilio Fontana, sindaco di Varese, ha accennatola quoziente familiare applicato dal suo comune e al progetto di costruire una carta-famiglia per tutti i servizi di cui le famiglie più numerose possano godere.

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Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti (a destra) con il sindaco di Parma Pietro Vignali alla presentazione del progetto di social housing: un'iniziativa promossa dal Comune con l'impegno diretto di imprese private, che prevede la realizzazione di 852 alloggi a canone sostenibile.
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