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Adozioni, l'Ai.Bi propone nuove norme

Marco Griffini, presidente di Ai.Bi. ("Amici dei bambini) lancia il "Manifesto" per cambiare la legge sulle adozioni internazionali. Ecco le novità richieste.


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Diminuiscono sempre più le coppie disposte ad adottare un minore straniero? Per salvare le adozioni internazionali serve una riforma radicale delle attuali normative. E’ la proposta dell’ associazione “Amici dei bambini” (Ai.Bi.) che al Family 2012 lancia il Manifesto per una nuova legge dell’ adozione internazionale e una campagna si sottoscrizione che ha già raccolto, in pochi giorni, tremila firme.

La crisi, denuncia Ai.Bi. è evidente dai numeri: negli ultimi sei anni, dopo un lungo trend positivo, le idoneità all’ adozione internazionale decretate dai Tribunali dei minori, sono crollate del 49%: da 6.273 nel 2006 a 3.179 del 2011. “E ciò a fronte di un progressivo aumento dei minori in stato d’ abbandono: dai 145 milioni di bambini abbandonati nel 2004, ai 168 milioni del 2009 (stime Unicef). Dinnanzi a questa emergenza abbiamo il dovere di trovare soluzioni per rilanciare in fretta nel nostro Paese l’ istituto dell’ adozione, perché, a questi ritmi, nel 2020 non ci saranno più famiglie adottive”, afferma Marco Griffini, presidente di Ai.Bi. “Per far questo – continua Griffini - si deve modificare la cultura dell’ adozione e incidere sui motivi che frenano le coppie: costi troppo elevati, che superano a volte i 25 mila euro, un iter burocratico lunghissimo e incerto (fino a 48 mesi), l’ accanimento dei servizi sociali nella fase della selezione delle coppie”.

Allo scopo di superare questa situazione, Ai.Bi. si fa promotrice di una riforma della legge n.184/1983. “I principi fondanti della nuova legge sono: riduzione dei costi dell’ adozione fino alla gratuità per le coppie meno abbienti, senza oneri aggiuntivi per lo Stato; semplificazione dell’ iter e delle procedure, limitando il numero di incontri psicologici e togliendo ai Tribunali dei Minori la dichiarazione d’ idoneità che, come in molti altri Paesi, è data dagli stessi servizi sociali; limitazione del numero degli Enti autorizzati che oggi sono troppi e non possono garantire, per diseconomia di scala, costi più contenuti”, spiega il presidente di Ai.Bi. che si è pure dichiarato favorevole ad allargare ai single la possibilità di adottare minori con “necessità speciali”.

“In assenza di famiglie adottanti”, precisa Griffini, "penso sia giusto consentire ai minori con problemi di salute o handicap e a gruppi di fratelli, di essere adottati anche da persone single, com’ è peraltro già previsto per l’ adozione nazionale, e da adottanti con età superiore ai limiti stabiliti dalla legge vigente”. Una presa di posizione, questa di Ai.Bi. destinata a far molto discutere in ambito cattolico. Al “Family” ha già provocato fermi rifiuti, ma anche caute aperture come quella di Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita.

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