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Quel Rifugio sotto i ponti

Il cardinale Angelo Scola, arcivescovo della città, ha inaugurato a Milano un Rifugio per senza fissa dimora vicino alla stazione Centrale. Sarà gestito dalla Caritas ambrosiana.


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Un ex magazzino sotto i binari della Stazione Centrale di Milano dal 27 dicembre sarà un Rifugio notturno per uomini senza fissa dimora. Lo ha inaugurato il 16 dicembre l'arcivescovo della città, il cardinale Angelo Scola portando, oltre alla sua benedizione e al suo saluto, un Crocifisso e una riproduzione di una Madonna col Bambino per arredare il locale comune dell'edificio, dove trascorrere le serate e consumare la colazione.

Il Rifugio sarà gestito dalla Caritas Ambrosiana ed è stato messo a nuovo in cinque mesi, grazie alle risorse fornite da Fondazione Cariplo, Ferrovie dello Stato, Enel Cuore e Fondazione Milan. La raccolta fondi proseguirà anche attraverso la vendita sui treni, nel periodo delle feste natalizie, di panettoni mignon che recano sulla scatola l'immagine di una panchina della stazione e la scritta "Questo è un letto (ma ancora per poco)".

L'edificio a qualche centinaio di metri dalla Stazione Centrale di Milano torna a ospitare gli ultimi della città : nelle stesse stanze, infatti, per trent'anni un religioso dal cuore grande come Fratel Ettore aveva accolto migliaia e migliaia di senza tetto, fidando soltanto sulle risorse della sua generosità, della Provvidenza e dei tanti volontari. Ma il luogo era stato chiuso nel 2009 per le infiltrazioni d'acqua e il deterioramento delle strutture.

Ora una grande opera di ristrutturazione e ammodernamento ha trasformato quei locali in ambienti moderni, accoglienti, nei quali i 64 posti sono suddivisi in 16 camere da quattro letti ciascuna, con altrettanti armadietti personali. Si aggiungono la sala comune con due postazioni Internet gratuite, i servizi e le docce, la lavanderia e un ambulatorio medico. Il Rifugio sarà aperto dalle 18 alle 8,30, con uno staff composto da un coordinatore, due educatori, cinque custodi presenti a turno di giorno e di notte. Fondamentale sarà poi l'apporto dei volontari: già in 30 hanno partecipato ai corsi di formazione di Caritas ambrosiana e sono pronti ad animare le serate e ai colloqui personali con gli ospiti.


Nel progetto di Caritas, infatti, il ricovero al Rifugio non sarà tanto un punto di arrivo, quanto di partenza. Per gli ospiti si studieranno programmi personali per avviare un rientro nella società. Si stima che a Milano siano 3.500 i senza fissa dimora, mentre la città dispone per loro di 1.500 posti letto del pubblico e del privato sociale. Anche l'origine di chi arriva a vivere sulla strada è cambiata: una volta erano soprattutto alcolisti e malati psichici, ora si sono aggiunti uomini separati o che hanno perso il lavoro, immigrati che non hanno trovato un inserimento.

"Questo luogo ci insegna ad amare", ha osservato il cardinale Angelo Scola nel corso dell'inaugurazione, "ed è ciò di cui soprattutto ha bisogno ciascuno di noi. Se non c'è un rapporto con qualcuno che ti vuole bene, e Dio è questo "qualcuno" con la maiuscola, prima o poi scoppi". Ha anche aggiunto: "Questo è un segno della grande Milano, non nel senso dell'estensione, ma nel senso della testa e del cuore". Di quella Milano, per lo meno, che non ci sta a considerare gli emarginati vuoti a perdere e vuole rispettare la loro umanità, raccogliere le loro storie e provare a riavviarle lungo percorsi che le portino fuori dall'emarginazione.

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Un'immagine aerea della stazione ferroviaria di Milano Centrale.
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