Un milione di pasti: riparte la Carovana del cuore

Ai nastri di partenza la IX edizione della campagna di sensibilizzazione della Fondazione Patrizio Paoletti per promuovere i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.


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Ha mosso ufficialmente i primi passi la Carovana del Cuore 2013: giunta alla nona edizione, la campagna di sensibilizzazione firmata dalla Fondazione Patrizio Paoletti è stata presentata venerdì scorso al Palazzo dei Priori di Assisi. Il suo obiettivo è promuovere e tutelare i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza all'istruzione, alla pace, allo sviluppo. 

Lontana anni luce dalla promessa berlusconiana di un milione di posti di lavoro, la fondazione rimane con i piedi per terra, entra nella crisi e ne esce con l'ambizione, da un lato di sostenere le famiglie italiane colpite dalle nuove forme di povertà, dall'altro di combattere la malnutrizione infantile dei Paesi in via di sviluppo. Come? Con il progetto alimentare "Un milione di pasti" che vedrà impegnati decine di volontari nelle piazze e nelle spiagge italiane per sensibilizzare gli italiani su cosa significa oggi vivere l'emarginazione, l'esclusione, la solitudine.

Forte di prestigiosi riconoscimenti e importanti patrocini ricevuti dal 2005 a oggi, la Fondazione riparte per questa nuova avventura spinta anche dai risultati per certi versi sorprendenti della ricerca "Giovani tra speranza, fiducia e progettualità", frutto dei dati raccolti nel corso dell'edizione 2012 della Carovana del Cuore.


Proprio i giovani, infatti, sono "dipinti" come l'anello colpevolmente debole dell'Italia: sfiduciati, poco inclini al sacrificio, incapaci di rischiare e assumersi le loro responsabilità. Ma qualcuno ha davvero mai chiesto a questi giovani cosa si aspettano dal presente e dal futuro? Bene, la ricerca della Fondazione Paoletti, che sarà pubblicata integralmente nel numero di settembre di "Orientamenti pedagogici. Rivista internazionale di Scienze dell'educazione", ha evidenziato un ottimismo, una resilienza (cioè la capacità di reagire positivamente ad eventi traumatici) e una progettualità insospettate. 

Sono oltre mille i ragazzi italiani di età compresa tra i 18 e i 34 anni intervistati nell'ambito del sondaggio su questi temi: relativamente alla percezione della crisi economica, il 63% dichiara di considerare il momento attuale come fonte di insicurezza e disorientamento, mentre per il restante 37% rappresenta un'opportunità di crescita e un cambiamento necessario. 

Decisamente negativo è il giudizio dei giovani riguardo l'attenzione e l'interesse che le istituzioni esprimono verso i loro bisogni: il 73% è poco soddisfatto dell'operato della politica, lontana e inadeguata a incidere positivamente sulla loro condizione. 

Rispetto alla competenze con cui i giovani ritengono di dover affrontare la situazione attuale, i laureati, i residenti al Nord e i disoccupati hanno scelto la creatività; gli uomini e le donne occupati hanno "scelto" la capacità di relazionarsi con gli altri, mentre i disoccupati del Centro pensano sia più importante la capacità di prendere decisioni.

«Nonostante il presente sia percepito come disorientante e fonte di insicurezze, - si legge in una nota della ricerca - i giovani si attribuiscono una rilevante capacità di affrontare in modo costruttivo le difficoltà e vedono nella relazione positiva con l'altro, nell'ottimismo e nella laboriosità i valori-guida fondamentali per progettare il futuro. Emerge che i giovani, a differenza degli stereotipi diffusi, sono sono affatto rassegnati ma, consapevoli delle poche opportunità offerte dal nostro Paese, hanno ben chiari i loro progetti di vita e credono nella possibilità di realizzarli».

La Carovana del Cuore 2013, sulla scorta di questa esperienza, sarà invece l'occasione per lanciare il nuovo sondaggio "La speranza come motore del futuro: economia, lavoro e società".

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