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Il mese che ha rivoluzionato la nostra vita: ecco come è andato

Quali sono le ansie, i disagi, le preoccupazioni e i maggiori cambiamenti che gli italiani hanno vissuto nei primi 30 giorni di isolamento, da quando il 9 marzo il Governo ha imposto una serie di restrizioni per contenere l'epidemia? Ecco i risultati di un sondaggio di Demopolis su un campione di 1.500 intervistati.


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(Foto Ansa: controlli della polizia alle macchine in circolazione a Roma)

Trenta giorni. Eppure sembra un’ eternità. Nel giro di un mese la nostra vita in qualche misura è stata rivoluzionata, la nostra quotidianità è stata radicalmente cambiata, in molti casi stravolta nelle sue routine. L’ Istituto Demopolis ha condotto un sondaggio per il programma di La7 Otto e mezzo per raccogliere opinioni, vissuti, preoccupazioni degli italiani dopo il primo mese trascorso da reclusi in casa, da quando lo scorso 9 marzo il Governo ha caldamente invitato tutti a non uscire o uscire il meno possibile, solo per strette necessità, e ha imposto una serie di restrizioni per contenere la diffusione del coronavirus.

Dai risultati dell’ indagine si evince che a rendere più difficili questo primi 30 giorni di lockdown per due cittadini su tre è stata l’ interruzione improvvisa delle attività quotidiane. Per il 61% degli intervistati il disagio maggiore deriva dal senso di precarietà, dalla condizione di stress derivante anche dai timori per la salute. Sul 58% pesa la mancanza di rapporti sociali esterni. Quattro italiani su dieci mettono in evidenza la condivisione complicata, per giornate intere, degli spazi in casa, la difficile gestione dell’ ambiente casalingo in rapporto agli altri membri della famiglia.

I timori per la diffusione del contagio restano elevati: i grafici del sondaggio mostrano che dal 20% del 30 gennaio, gli italiani che hanno paura del virus sono passati al 90% di oggi (con una leggerissima flessione comunque rispetto al 1° aprile, quando la percentuale era 93%). Come spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento, «nove italiani su dieci esprimono preoccupazione per la diffusione del contagio, ma cominciano anche, con timore, a cercare di capire che cosa accadrà nei prossimi mesi, sul piano economico e sociale».  

Quanto al rapporto con l’ informazione, gli italiani tendono a cercare e leggere notizie molto più di prima. Il 66% più del solito in Rete, su quotidiani online e social network; il 60% si aggiorna più del solito attraverso i canali televisivi; il 24% si informa allo stesso modo di prima e il 3% meno di prima.

Le drastiche misure prese dal Governo di blocco delle attività commerciali non essenziali, così come le restrizioni alle uscite dalla propria abitazione, non solo in termini di motivazioni ma anche di distanza, sono molto pesanti, mettono a dura prova gli italiani, ma vengono accettate come necessarie: l’ 86% degli intervistati approva le misure di contenimento dell’ epidemia e due cittadini su tre Il 65%) guardano in modo favorevole alle prime decisioni prese sul sostegno al tessuto produttivo.

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