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Unzione degli infermi, sacramento di vicinanza

Il sacerdote sta vicino agli anziani e ai malati, porta loro conforto, forza e il perdono dei peccati. Come il buon samaritano, la Chiesa versa sulle ferite l'olio della misericordia.


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Non è un sacramento che porta «mala fortuna», dice il Papa. L'unzione degli infermi, al contrario ci dice della vicinanza con Dio, «ci permette di toccare con mano la compassione di Dio per l’ uomo. In passato veniva chiamato “Estrema unzione”, perché era inteso come conforto spirituale nell’ imminenza della morte. Parlare invece di “Unzione degli infermi” ci aiuta ad allargare lo sguardo all’ esperienza della malattia e della sofferenza, nell’ orizzonte della misericordia di Dio».
Nella catechesi del mercoledì papa Francesco riprende la parabola del buon samaritano per dire che il samaritano «si prende cura dell’ uomo sofferente versando sulle sue ferite olio e vino. L’ olio ci fa pensare a quello che viene benedetto dal Vescovo ogni anno, nella Messa crismale del Giovedì Santo, proprio in vista dell’ Unzione degli infermi. Il vino, invece, è segno dell’ amore e della grazia di Cristo che scaturiscono dal dono della sua vita per noi e che si esprimono in tutta la loro ricchezza nella vita sacramentale della Chiesa. Infine, la persona sofferente viene affidata a un albergatore, affinché possa continuare a prendersi cura di lei, senza badare a spese. Ora, chi è questo albergatore? È la Chiesa, la comunità cristiana, siamo noi, ai quali ogni giorno il Signore Gesù affida coloro che sono afflitti, nel corpo e nello spirito, perché possiamo continuare a riversare su di loro, senza misura, tutta la sua misericordia e la sua salvezza».
A braccio, papa Francesco, aggiunge alcune considerazioni che la piazza accoglie con calore: «Perché non si chiama il sacerdote quando in casa si ha un anziano o un malato? Perché ogni anziano, ogni persona può ricevere questo sacramento. Gesù si avvicina attraverso il sacerdote, ma spesso si pensa se chiamiamo il prete, il sacerdote, questo porta mala fortuna, si pensa poi l’ ammalato si spaventerà e poi, quando c’ è un ammalato e arriva il sacerdote si crede che dopo arrivano le pompe funebri. Ma il sacerdote viene per aiutare l’ anziano o l’ ammalato. Lo benedice per risollevarlo, per dargli forza, per dargli speranza, per perdonargli i peccati. E questo è bello».
Il fatto che Dio aiuta attraverso il sacramento non deve però farci scadere nel miracolistico, mette in guardia il Papa, «o nella presunzione di poter ottenere sempre e comunque la guarigione». 
Infine il Papa, nei saluti, pone particolare attenzione a quanto sta succedendo in Venezuela e chiede a tutta la piazza di «elevare suppliche a Dio, per la materna intercessione di nostra Signora di Coromoto, affinché il Paese ritrovi prontamente pace e concordia».

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