Immagine pezzo principale

Le Tre grazie di Canova, il bello vince la guerra

Finalmente restaurata la celebre opera dell'artista veneto, deturpata dalla violenza del primo conflitto mondiale.


Pubblicità

La Gispoteca di Possagno, ospitata nella casa natale di Antonio Canova, è un piccolo, prezioso museo che attira ogni anno 40.000 visitatori da tutte le parti del mondo.  Vi si possono ammirare i modelli in gesso delle opere di uno degli artisti più famosi e più amati della storia dell’ arte. Lui stesso volle lasciarle in eredità e in custodia  alla sua terra e proprio per questo motivo la Gipsoteca è uno dei simboli dell’ Italia che funziona e che si prende cura dei suoi tesori. E non da oggi.

Un secolo fa infatti le granate degli austriaci colpirono a morte i capolavori canoviani. Quella che sembrava una bellezza  assoluta e fuori dal tempo venne violata e deturpata, in alcuni casi in modo irrecuperabile. Finita la guerra, i custodi del museo, Siro e Stefano Serafin,  si misero all’ opera e restaurarono buona parte delle opere. Non vollero mettere mano però al restauro del gruppo”inglese” delle Tre Grazie, una vera icona della storia dell’ arte. Non tutti sanno infatti che Canova si lasciò letteralmente conquistare dalle bellissime figlie di Zeus e realizzò due versioni dello stesso soggetto. Le Grazie oggi conservate all’ Hermitage di San Pietroburgo,  commissionate da Giuseppina Beauharnais, moglie di Napoleone, e un secondo gruppo, con poche varianti, commissionato dal duca di Bedford. Un’ opera cui Canova era particolarmente legato, tanto che volle accompagnarla lui stesso alla nuova dimora inglese, quasi a ritardare il momento del distacco.

Nella sua Casa-Museo, nella natia Possagno, Canova lasciò il gesso originale della prima versione delle Grazie, quel gesso su cui aveva lavorato per creare il suo capolavoro.  A Possagno giunse anche il gesso tratto dalle Grazie inglesi, quale documento da conservare a perenne memoria dell’ arte del grande scultore.
I colpi dei cannoni sparati dal Monte Grappa, proprio alle spalle di Possagno, dove era arretrato il fronte, fecero scempio delle fattezze sublimi e della bellezza levigata delle tre sorelle, Aglaia, Eufrosine e Talia.
Segno che la bellezza, la gioia e la prosperità, da esse simboleggiate,  sono valori assolutamente antitetici alla guerra. 

Per questo i cittadini di Possagno vollero trasportare il gesso ferito a morte nella sala del Consiglio comunale, come simbolo della terribile distruzione subita dal loro territorio. Oggi, alla vigilia del centenario della Grande guerra, il restauro di questo capolavoro assoluto, reso possibile dalle nuove tecniche in 3D e dalla collaborazione della Fondazione canoviana con la National Gallery di Edimburgo, proprietaria del marmo, restituisce alla Gipsoteca una delle sue opere più preziose.

Insieme al modello in gesso delle Tre Grazie dell’ Hermitage, finalmente l’ una accanto all’ altra, l’ opera restaurata rimarrà in mostra fino al 4 maggio prossimo, unitamente ai disegni preparatori, ai bozzetti in terracotta e alle immagini drammatiche della Gipsoteca semidistrutta, scattate subito dopo la fine della guerra.

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo