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Torino, "l'altra Halloween" prega e veglia a Superga

Questa notte, notte di Ognissanti 2017, la diocesi del capoluogo subalpino organizza un appuntamento sul colle che domina la città, su cui veglia la Basilica fatta costruire nel Settecento dai Savoia. Una tappa nel cammino di preparazione del Sinodo dei vescovi sui giovani


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Chi nel frastuono della festa, fra zucche, streghette e fantasmi; chi nel silenzio della preghiera. La sera del 31 ottobre è diventata, da anni, fonte di interrogativi. E di qualche polemica. Anche in Italia, soprattutto tra i più giovani, imperversa la moda di Halloween, festa di matrice anglosassone, col suo armamentario di travestimenti kitsch e un po' macabri. Possibile – si domandano molti cattolici – che ci si debba piegare a tutto ciò che il mercato impone? Che c'entra la carnevalata in salsa horror di Halloween con la sobria e silenziosa solennità dei Santi, una tra le feste più importanti nel calendario cristiano?

A Torino, la Chiesa affronta la sfida “con sale in zucca” (come ben sintetizzava un motto di qualche anno fa). Nessuna condanna, nessun anatema, ma se mai una proposta alternativa, capace di rispondere al chiasso col silenzio. Anche quest'anno, i giovani cattolici hanno un'opportunità per celebrare insieme la vigilia di Ognissanti. In effetti l'origine etimologica di Halloween va ricondotta all'espressione inglese “holy evening”, cioè “sera santa”. E allora, messi da parti spiritelli, fantasmi e spauracchi vari, perché non approfittarne per tornare alle radici?

Quest'anno la Diocesi dà appuntamento ai giovani sulla collina di Superga, davanti alla splendida basilica barocca, opera di Filippo Juvarra. Quel luogo (noto agli appassionati di calcio per il mito del Grande Torino, che lì concluse con un tragico incidente aereo la sua stagione invincibile) domina l'intera città. Nonostante lo smog e le polveri sottili, nonostante le ferite aperte dei roghi sulle montagne (che viste dalla collina sembrano vicinissime), il panorama è spettacolare. E ispira un senso di pace. Così, osservare la città dall'alto sarà un po' come guardare dall'alto il proprio quotidiano. La veglia di preghiera, presieduta da monsignor Ceasare Nosiglia (arcivescovo di Torino) ruoterà intorno alla domanda, contenuta nel Vangelo di Giovanni: «Maestro, dove abiti?». Seguirà un tempo di silenzio personale. Alle 22 la preghiera proseguirà in Chiesa, con l'adorazione eucaristica. Infine i giovani potranno, a piccoli gruppi, arrampicarsi fin sulla cupola della basilica, per assaporare una prospettiva insolita ed emozionante.

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