A scuola di musical, per crescere meglio

A Torino, a Borgo Vittoria, una zona popolare e multietnica della città. L'Accademia dello spettacolo cercava nuovi spazi, i Giuseppini del Murialdo avevano locali poco utilizzati, adiacenti alla parrocchia Nostra Signora della Salute: è nato un progetto educativo per bambini, adolescenti e ragazzi dai 5 ai 18 anni. Una forma evoluta e qualificata di oratorio.


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Che il teatro, la danza e la musica siano formidabili strumenti educativi l'avevano capito, già nell'800, i “santi sociali” piemontesi. Il canto e la recitazione, ad esempio, erano elementi portanti nel modello di oratorio costruito da don Bosco. Oggi, in una Torino sempre più multietnica e segnata da diseguaglianze sociali, nel solco di quella tradizione prendono vita progetti nuovi, capaci di dare risposte alle esigenze del nostro tempo. Un oratorio, quello dell'Opera Torinese del Murialdo, in Borgo Vittoria, e una scuola di alta formazione artistica, l'Accademia dello Spettacolo, si incontrano nel nome della sfida educativa. Il risultato: bambini e adolescenti vanno “a scuola di musical”, scoprendo l'arte e la bellezza come opportunità per crescere.  

Che cosa può portare due realtà così diverse a condividere uno stesso progetto? Tutto è iniziato da esigenze molto concrete. L'Accademia era alla ricerca di una nuova sede e i Giuseppini del Murialdo hanno messo a disposizione i loro locali adiacenti alla chiesa di Nostra Signora della Salute, locali che erano sottoutilizzati rispetto alle loro potenzialità. Adattare gli spazi di un oratorio alle necessità di un centro per la formazione alle arti sceniche non è semplice. Ci sono voluti mesi di lavoro e notevoli investimenti, ma ora la nuova sede, 1.500 metri quadri di palestre, aule, spogliatoi e ambienti di servizio, è pronta per accogliere docenti e allievi. Soprattutto, però, le due istituzioni hanno scoperto una profonda sintonia di valori e di sguardi.

«Da qualche tempo il quartiere e la città tutta presentano nuovi bisogni a cui è necessario dare risposte maggiormente efficaci e qualificate – spiega don Danilo Magni, direttore Opera Torinese del Murialdo - Il nuovo progetto dell'oratorio, partendo da situazioni molto differenti, mira all'educazione integrale e all'inclusione di tutti i ragazzi, articolandosi attorno a 4 pilastri qualitativi: catechesi e liturgia; sport; educativa scolastica e territoriale; arte. Il settore artistico viene adesso affidato alle competenze pedagogiche e professionali dell'Accademia dello Spettacolo».  Proprio nella qualità delle proposte sta l'aspetto innovativo di questo progetto. «Il nostro sforzo è, da sempre, quello di educare i giovani alla bellezza attraverso le arti – spiega Mario Restagno, direttore artistico Accademia dello Spettacolo – Riteniamo che l'oratorio possa tornare a essere un luogo di educazione e di eccellenza culturale. Ma perché questo avvenga è necessario adattarsi ai tempi. Non è sufficiente dare ai ragazzi un pallone e dire “gioca”, dar loro una stanza e dire “balla”. Noi possiamo offrire la preparazione dei nostri professionisti e la possibilità di studiare in spazi idonei: abbiamo ad esempio investito molto nella palestra di danza principale, che attualmente è una delle meglio attrezzate in Torino».

I bambini e ragazzi tra i 5 e i 18 anni che frequentano l'oratorio e che scelgono il percorso artistico potranno contare su corsi pomeridiani in varie discipline (recitazione, danza, tecnica vocale). Il tutto a prezzi popolari, accessibili anche alle famiglie più disagiate. «Contemporaneamente – prosegue Restagno – l'Accademia porterà avanti i suoi progetti per dare un futuro agli aspiranti artisti, ad esempio attraverso la Scuola di Formazione Attore per giovani di tutta Italia tra i 18 e i 25 anni, che offre una preparazione di livello internazionale. Pensiamo che questa compenetrazione farà bene a tutti: agli insegnanti e ai ragazzi stessi, che potranno crescere in un ambiente stimolante e venire a contatto con esperienze diverse». Stimolante, ma prima di tutto sano. Borgo Vittoria è un quartiere popolare, sede di recente immigrazione, dove si possono incontrare sacche di estrema povertà e di disagio sociale, dal bullismo tra gli adolescenti allo spaccio di droga. «Ma ci sono anche grandi risorse: la gente si incontra, parla, condivide esperienze un po' come in un paese. Il nostro trasferimento qui è stato accolto con grande interesse. E le classi sono già quasi piene».


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