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Studioso cattolico e appassionato

Intervista a Manlio Simonetti, il grande maestro del cristianesimo dei primi secoli, vincitore del Premio Ratzinger. I Padri della Chiesa e il rigore della scienza.


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E’ il maestro italiano del cristianesimo antico. Manlio Simonetti, 85 anni, è il professore che ha più studiato la storia della patristica in Italia e ha avviato una grande scuola di conoscenza scientifica degli autori dei primi anni del cristianesimo. Cattolico e studioso insieme ha sempre fatto i conti da una parte con la fede e dall’ altra con la rigorosa ricerca scientifica, e l’ analisi filologica dei testi. La sua bibliografia è vastissima, come puntuale il suo insegnamento che ha trasmesso a molti studenti diventati nel tempo a loro volta docenti. E’ stato anche il maestro di Gian Maria Vian, docente di patristica e attualmente “prestato” per volere di Benedetto XVI alla direzione dell’ Osservatore Romano. La scorsa settimana ha ricevuto, unico laico, il premio della Fondazione Ratzinger, definito il Nobel della teologia.

Professore perché scelse i padri della Chiesa come campo di indagine?

“Fu il grande latinista Ettore Paratore, che insegnava letteratura cristiana antica, ad aprirmi le porte di questa disciplina fino all’ ora poco frequentata dagli studiosi. Sembrava che i Padri della Chiesa fossero materia per seminaristi o per sacerdoti”.


E invece?

“La patristica è grande storia culturale, grande letteratura e sollecita la passione del filologo e del latinista. E poi serve per smentire chi ritiene il cristianesimo solo una fila di fatti che si comprendono per fede. Il cristianesimo è un avvenimento che ha una sua storia altrettanto grande che intreccia quella dell’ intero mondo e di tutte le sue arti”.

Quindi si può studiare Sant’ Agostino dal punto di vista scientifico come si studia Omero?

“Esattamente. I padri della Chiesa fanno parte della grande letteratura mondiale e non valgono meno di Virgilio o di altri scrittori solo perché sono cristiani”.


Tra tutti chi ama di più?

“Non ho un autore preferito. Li amo tutti, perché amo immensamente quella storia dei primi secoli. In 60 anni ho scritto su praticamente tutti i padri. Il primo articolo scientifico l’ ho pubblicato nel 1948 su Cipriano vescovo di Cartagine. Ho studiato molto Origene, già oltre vent’ anni fa, quando non era molto conosciuto. Adesso è un autore, direi, molto di moda”.


Cosa ha lasciato ai suoi allievi?

“Spero la mia passione forse un po’ anche del mio esempio. Ho avuto molti allievi. Gian Maria Vian era sicuramente uno dei migliori”.


Contento del premio della Fondazione Ratzinger?

“Vede le emozioni alla mia età si controllano. Ho dedicato la vita allo studio dei Padri della Chiesa. Sono contento e onorato del premio del Papa-teologo. E poi, sì lo ammetto, ero anche un po’ emozionato”.

 

 

 

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Manlio Simonetti riceve il premio da Benedetto XVI
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